QUALE FUTURO PER PADERNO?

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passato
Paderno Dugnano si è espressa, scegliendo Casati come suo “nuovo” primo cittadino col 51% scarso di preferenze, sposandone, di conseguenza, la sua idea di città e dando fiducia a tutti gli elementi piuttosto eterogenei che compongono la sua coalizione, i quali toccano ogni forma possibile di ideologia politica dell’ultimo secolo.
La Lega, d’altro canto, è e resta primo partito del paese, con un solido gruppo coeso, competente e giovane, forte di un consenso pari quasi al 30%.

All’indomani del ballottaggio appena conclusosi, per chi ha perso è futile mettersi a fare tanti discorsi, così come per chi ha vinto – seppur con uno scarto in positivo di circa 300 voti – resta il diritto di esultare; la sinistra dovrà comunque considerare che il centro destra rappresenterà in opposizione praticamente il 49% del paese che si è recato alle urne.

Come riflessione puramente personale, mi chiedo cosa abbia spinto tanti padernesi nell’aver dato fiducia ad un’alleanza, quella di sinistra, che probabilmente verrà tenuta in piedi più da un valzer di poltrone, che non da un programma condiviso vero e proprio.
Ho basse aspettative sull’amministrazione che ne conseguirà…tra l’altro difficilmente riesco ad apprezzare chi ha come unica ambizione quella di restare saldamente aggrappato ad una poltroncina, passando da sinistra a destra prima, e tornando a sinistra poi, in un gioco di ruolo che perdura ormai da diversi anni.
Ogni riferimento a Giovanni Di Maio non è puramente casuale, ma si sa, questo dinosauro politico, assieme al suo confratello Ezio Casati, è tutto ciò che resta di un retaggio democristiano che, purtroppo, ad oggi perdura in tutta la sua tragicità, dove quelli che erano i veri valori della DC non sono sicuramente rappresentati da questi due individui; eppure godono di grande stima da parte dei più e mi rendo conto che la loro più grande abilità è quella di nascondere ai cittadini il reale doppio volto che celano dietro a grandi sorrisi e calorose strette di mano.
Il loro è un teatrino politico a cui, purtroppo, sono abituato ed è con una nota di profondo rammarico che mi chiedo chi mai saprà far valere la propria voce all’interno di quel gruppo misto, per guardare al bene della Città prima di tutto.

Per quanto riguarda il centro destra, c’è solo da ammettere una sconfitta di misura e da ringraziare qualche buffone di corte, grazie ai cui giochetti di bassa levatura politica, ad oggi, fan sì che molte persone veramente valide con tanta voglia di lavorare e che certamente avrebbero portato parecchio beneficio alla comunità, si ritrovino in opposizione, con il difficile compito di cercare di arginare eventuali sinistre manovre verso l’oblio.

E guardiamo solamente per un attimo proprio a quel 55,5% di nostri concittadini, circa 21000 elettori, che non hanno espresso alcuna preferenza di voto snobbando le urne, e che hanno lasciato in mano a qualcun altro di decidere per il loro futuro: per tutti questi, provo solo profonda compassione. Mi si palesa una consapevolezza, che l’esercizio della nostra democrazia viene lasciato in mano ai pochi, mentre i molti preferiscono avvizzire su di un divano in una domenica uggiosa di inizio Giugno.
Questi stessi individui saranno prontamente in piedi, successivamente, bandiere alla mano per protestare contro questo e quello, senza la minima idea che la prima causa del proprio disagio sociale sono essi stessi.

Quindi quale futuro per Paderno?
Ad ognuno spetta di dare la propria personale interpretazione a questa domanda.
Per quanto mi riguarda, mi auguro con tutto il cuore che Casati scelga una squadra valida e competente, che possa realmente realizzare ciò che ha promesso in campagna elettorale.
Il mio vuol essere un sincero in bocca al lupo per tutti loro, affinchè si diano da fare concretamente per la comunità…ma avendo già visto molti di loro all’opera e avendo già misurato Casati come sindaco negli anni ’90, non mi aspetto di fatto alcun radioso futuro, ma solo uno sguardo tristemente volto al passato.

 

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