RICHIEDENTI ASILO, IL PROTOCOLLO DELLA DISCORDIA. FACCIAMO CHIAREZZA

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asylum-1262370_1280Il cambiamento fa parte della vita. E’ un processo rapido, ineluttabile ed inflattivo. Cambiare talvolta significa perdere qualcosa, ma anche guadagnare qualcosa. Nella fase del cambiamento, la forza non è tanto importante quanto la capacità di adattamento. Il cambiamento non è mai un processo ne facile ne’ positivo, ma se è possibile deve essere gestito.

L’argomento del quale ci occuperemo oggi come recita il titolo è lo spinoso tema dei richiedenti asilo in arrivo sul nostro territorio. In queste settimane sono state dette molte cose sull’arrivo e sulla successiva ripartizione di queste persone a Paderno Dugnano. Tutto ciò in funzione del tanto vituperato “protocollo d’intesa” voluto dalla Prefettura (in sostanza dal Ministero dell’Interno e, quindi, dal Governo), che il nostro Sindaco Marco Alparone ha preso in considerazione di firmare.

Come in passato, la mala comunicazione ha generato cattiva informazione; l’attonita cittadinanza padernese vacilla tra un sentimento di stupore, turbamento e rabbia. La nostra città è spaccata tra favorevoli e contrari al protocollo, quindi alla forma con la quale l’Amministrazione ha gestito la comunicazione di tutta questa faccenda. La domanda che ci sorge spontanea, a questo punto, è: ma quanti e quali cittadini padernesi sono a conoscenza del contenuto oggettivo del protocollo e del significato dello stesso? Confrontandoci in queste due settimane con le due scuole di pensiero, emergono posizioni estremamente razionali, forti di argomentazioni solide come la roccia su entrambi i fronti, che però, talvolta, travisano lo scopo di questo documento.

Glissando sulle posizioni più radicali, che non servono a risolvere i problemi, c’è da ammettere che la popolazione padernese, in termini di comunicazione, avrebbe meritato una maggiore chiarezza in merito; dato che molti richiedenti asilo come possiamo immaginare, arrivano da condizioni particolarmente critiche e il nostro tessuto sociale, purtroppo, difficilmente potrà assorbire questa ondata di genti nel breve periodo.

E non si possono poi dimenticare i tanti cittadini padernesi che versano in condizioni di estrema difficoltà: il rischio di creare una vera e propria “lotta tra poveri” non è certo un’utopia. L’Amministrazione padernese, d’altro canto, si è trovata di fronte ad un bivio: o “subire” una scelta obbligata dal Prefetto e dal Ministero oppure provare a gestire questa emergenza.

Cerchiamo di fare allora chiarezza per chi ci legge. I richiedenti asilo arriveranno a Paderno, così come in tutti gli altri Comuni, a prescindere dalla volontà nostra e dell’Amministrazione. Chi vi dice di no o che basterà scendere in piazza vi racconta delle frottole.

In base ad un accordo tra Anci ed il Ministero dell’Interno, ad ogni Comune è stato assegnato un numero prestabilito di richiedenti asilo (pari a 2,5 per 1000 abitanti) e, nel nostro caso, a Paderno spetta una “quota” di 127 persone. Come dicevamo, da questa quota non si sfugge.

La Prefettura e il Ministero, tuttavia, si impegnano con le Amministrazioni comunali che decideranno di sottoscrivere il protocollo a:

- far arrivare entro fine anno solo il 50% della quota assegnata (nel nostro caso, 63/64) fino a che gli altri Comuni non abbiano raggiunto la propria quota (ovvero fino a che gli altri Comuni, in particolare quelli che non avranno sottoscritto il documento, non accolgano la propria quota);

- sentire il Comune e far rete con esso nel momento del trasferimento di richiedenti asilo sul suo territorio (al momento non ve n’è alcun obbligo):

- costruire una rete con le associazioni del terzo settore che decidano di accogliere i migranti e un progetto di accoglienza.

E già. Perchè a voi che leggete forse manca un tassello. Al momento, qualunque cittadino o soggetto giuridico, proprietario di immobili, può rendere disponibile alla Prefettura (senza passare dal Comune) il proprio immobile per far arrivare i richiedenti asilo, dietro pagamento di un corrispettivo (circa 30 Euro cada richiedente asilo)

Quindi la Prefettura può mandarli in qualunque degli immobili resi disponibili da privati o soggetti giuridici (es società o cooperative n.d.a.) bypassando di fatto il Comune, senza informare nessuno di alcunche.

A Paderno è già successo, nell’indifferenza generale, dove già accogliamo diverse decine di migranti in case sparse per la città. Questo comporta inevitabilmente una grande confusione tra i cittadini che si ritrovano queste persone in appartamenti, magari nello stesso condominio, che non parlano la propria lingua e che non sanno materialmente cosa fare durante il giorno.

Il “vantaggio” del protocollo sarebbe in concreto l’impegno della Prefettura a passare in questi casi dal Comune, che d’altra parte si impegna a reperire degli alloggi per questa “metà quota”. Questo consente alla città, attraverso la propria Amministrazione comunale, di “governare” questo fenomeno e cercare per lo meno di integrare queste persone nel miglior modo possibile, attraverso le associazioni e le parrocchie ad esempio, gestendo anche un eventuale problema sicurezza che sorgerebbe nell’accogliere persone in difficoltà senza alcun tipo di progetto di accoglienza.

E’ poco? Assolutamente si. E’ un ricatto? Assolutamente si. Un vero Stato ed un vero Governo non dovrebbero scaricare sui Comuni questo problema e attuare una politica così becera, che assomiglia al mercato della vacche e non tiene conto che stiamo parlando di persone. Ma, trovandosi spalle al muro, bisogna cercare di scegliere il minore dei mali. E, anche a nostro giudizio, la firma del protocollo è il minore dei mali.

Comprendo perfettamente quelli che, tra i quali anche molti amici, mi dicono che sarebbe meglio non arrivassero mai, ma, data la delicatezza della questione, credo che come in molti cittadini non li vorrebbero, allo stesso modo, molti richiedenti asilo non verrebbero essere in queste condizioni.

Il Sindaco Alparone non è il diavolo, come molto probabilmente i richiedenti asilo non sono angeli: anche ammesso che abbia avuto mancanze nella forma come detto sopra, ha agito in questo caso da amministratore oculato e unicamente per il bene della sua città. E noi di Paderno7 a questo punto vogliamo lanciargli una provocazione, preso atto del fatto che molti cittadini sono all’oscuro delle considerazioni fatte sopra. Lo invitiamo formalmente, lui o chi per esso, a rispondere a delle nostre domande in merito alla questione protocollo & richiedenti asilo, durante una diretta streaming sul nostro canale Facebook, la prossima settimana. Ci auguriamo di ricevere una risposta positiva in tal senso e non mancheremo da qui in avanti, di tenervi informati su quanto sta accadendo.

Da questo link è possibile prendere visione del documento di protocollo.

 

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