R&P. LA LISTA CIVICA DI MAIO: “I DIPENDENTI COMUNALI NON DEVONO ESSERE PROPRIETA’ POLITICA DI NESSUN PARTITO”
Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni che la “Lista civica Di Maio – Vivere Paderno” ha inviato a Paderno 7 riguardo le recenti problematiche dei dipendenti comunali. La lista cittadina ha voluto scriverci per tornare sull’argomento caldo dell’ultimo Consiglio Comunale, l’interrogazione di minoranza che chiedeva chiarimenti sulla riorganizzazione della pianta organica.
LISTA CIVICA DI MAIO – VIVERE PADERNO
Alla seduta consiliare del 29/04 u.s. era presente una folta rappresentanza di dipendenti comunali, fatto non usuale che accade, di solito, quando gli stessi intendono civilmente testimoniare con la loro presenza il disaccordo verso qualcosa o qualche provvedimento che va a toccare la loro vita lavorativa o la loro professionalità. In questo caso, a seguito di trasferimenti di colleghi, operati dal direttore del settore di competenza, era stata presentata in merito un’interrogazione da parte di un consigliere capogruppo di minoranza e, quindi, i dipendenti presenti erano ansiosi di conoscere le risposte che avrebbe fornito l’Amministrazione Comunale.
Senza voler entrare nel merito di competenze, prerogative, ruoli e responsabilità di alcuno né, tantomeno, giudicarne l’operato, riteniamo comunque doveroso esprimere la nostra opinione sulla vicenda.
………..CI RISIAMO……..!
Ogni volta che emerge qualche problema nell’ambito dei dipendenti comunali, subito salta fuori il politico di turno (quasi sempre di minoranza) che cerca di cavalcare demagogicamente il malcontento degli stessi, per ergersi a paladino della difesa dei diritti dei lavoratori.
Il pubblico presente all’ultima seduta del C.C. del 29.04 u.s. ha potuto così ascoltare l’interrogazione presentata in merito dal capogruppo del P.R.C.I. e la relativa risposta fornita dal Sindaco: ovviamente la risposta non è stata ritenuta soddisfacente e quindi, provocatoriamente, si è cercato di far parlare una rappresentante sindacale, sapendo bene che ciò non era possibile in quanto non ammesso dal regolamento del consiglio comunale. Transeat, fa parte del gioco dei ruoli.
CONTINUA DOPO IL SALTO
Ovviamente, in quel momento, da parte del predetto capogruppo, è stato portato a casa un consenso rumoreggiante e scontato dei dipendenti presenti e quindi, almeno per quella serata, lo stesso aveva ottenuto il suo “risultato politico” e la necessaria (per sopravvivere) visibilità. Bisogna però ricordare a tutti noi politici che i pur legittimi malcontenti o le insoddisfazioni dei dipendenti comunali non hanno e non devono assumere colorazioni politiche, perché i dipendenti non sono e non devono essere “proprietà politica” di nessun partito.
Nel contempo cercheremo di rendere chiari i motivi del nostro malcontento e cioè quello, più chiaramente, della Lista Civica Di Maio-Vivere Paderno e dell’Assessorato con delega al Personale. Per cominciare, riteniamo necessario chiarire un concetto: troppo spesso (e qualche volta a sproposito) sentiamo tanti “soloni” sostenere che il Comune è un’azienda e quindi bisogna che sia amministrato come tale, come si fa nel privato. Noi riteniamo che il Comune sia sì un’azienda ma pubblica, di proprietà dei suoi cittadini, che non deve realizzare profitti (tantomeno monetari) ma che debba erogare servizi sempre più efficienti e, possibilmente, anche economici e molto sociali.
In questo contesto l’amministratore delegato (Sindaco), tramite il consiglio d’amministrazione (Giunta Comunale), fornisce ai suoi manager (direttori di settore) gli indirizzi aziendali (programma politico dell’amministrazione comunale) che gli stessi sono tenuti a rendere concreti, compatibilmente con le risorse umane e finanziarie messe a loro disposizione. Certamente in nessuna azienda privata un manager potrebbe non ottemperare a questi indirizzi: sarebbe licenziato su due piedi, con buona pace dei diritti sindacali. Questo, ripetiamo, nel privato.
Nel pubblico le cose (per fortuna) funzionano un po’ diversamente e, forse, anche per questo riteniamo impropria un’equiparazione totale del Comune ad un’azienda privata. L’Amministrazione Comunale dà, quindi, gli indirizzi politici, anche in materia di personale ed i direttori, con le competenze organizzative e gestionali loro riservate dalla legge, sono tenuti a realizzarli. Nessuna Amministrazione, riteniamo, darà disposizioni perché si creino malumori e insoddisfazioni tra i propri dipendenti, particolarmente ove occorra riorganizzare uffici e servizi. Quando ciò accade, è perché si è rotto qualche equilibrio oppure non è stato correttamente (o opportunamente) comunicato ciò che si era deciso di fare per perseguire fini riorganizzativi.
A questo proposito ricordiamo che già in un passato anche recente si era proceduto a riassetti organizzativi (con relativi trasferimenti anche intersettoriali) e non si era prodotto tanto rumore. Perché stavolta è stato diverso (o è stato percepito in maniera diversa)? Perché i dipendenti hanno ritenuto di far sentire pesantemente la loro presenza, dopo due anni (vogliamo ricordarlo) di nuova Amministrazione, durante i quali l’Assessorato al Personale ha concluso due contratti integrativi senza neppure un’ora di sciopero né alcuno stato di agitazione?
Noi non abbiamo alcuna intenzione di entrare nel merito di ruoli e funzioni (e relative responsabilità) dei “manager” comunali né tantomeno nelle competenze organizzative e gestionali ( e relative responsabilità) agli stessi riservati dalla vigente normativa e contrattazione nazionale. Però, per il ruolo che riteniamo ci competa, qualche critica relativa alla comunicazione crediamo di poterla esprimere. Fatta salva la responsabilità, di un direttore di settore, di poter mettere in atto quei dispositivi ritenuti più opportuni per poter meglio organizzare i propri servizi, laddove queste scelte possano apparire all’esterno soltanto come “atti d’imperio” (quali non sono), può significare che le stesse non siano state correttamente “comunicate”. Se in più si ritiene superfluo un confronto (anche solo informativo) con l’Assessorato di competenza, probabilmente quest’ultimo non sarà in condizione di rispondere a legittime richieste di chiarimenti o di delucidazioni avanzate da parte di dipendenti o organizzazioni sindacali.
Con questo non si vuol dire che, pur nel rispetto delle autonomie, bisogna per forza cercare il consenso di tutto il mondo che ci circonda, dipendenti, partiti e sindacati compresi. Significa però, quantomeno, non creare danni di immagine e relativa perdita di consensi all’Amministrazione tutta o a qualche Assessorato in particolare, e soprattutto (come bene ha detto il Sindaco nella risposta fornita all’interrogazione del consigliere capogruppo M.A.) non ledere la dignità lavorativa di nessuno. Siamo proprio sicuri che, ove le situazioni da trattare impongano equilibrio e delicatezza (e quelle sul personale noi le riteniamo prioritariamente fra queste), non sia opportuno che gli ultimi arrivati si consultino con chi ha più esperienza in materia, direttori ed assessori compresi?
Qualche volta la presunzione e l’arroganza possono provocare danni anche a chi non c’entra niente con le decisioni da prendere, fatta salva (e noi siamo i primi a darne atto) la buona fede di tutti. Siamo proprio certi che tra tutte le persone del settore interessato alla riorganizzazione, alcune delle quali in servizio da tanti anni, non ne esista nessuna da valorizzare e/o responsabilizzare? Sono tutte pronte “da rottamare” e quindi……..spazio agli ultimi arrivati? Può darsi…..
Concludendo, a proposito di ruoli e funzioni, i direttori devono certamente rispettare il loro ruolo direttivo – gestionale (e, ribadiamo, nessuno lo discute), tenendo anche presente, però, che dietro ruoli, funzioni e vari livelli B,C,D, esistono delle PERSONE , ciascuna delle quali, con la propria dignità ed intelligenza e con il proprio bagaglio umano e professionale, ha contribuito e contribuisce ancora oggi allo sviluppo di questo NOSTRO COMUNE.
Segreteria Cittadina
Paderno Dugnano 09.05.2011




Non vedo nessuna differenza tra dipendente pubblico e privato, vero che l’azienda comune non deve fare utili ma dovrebbe fare tanto servizi, cosa che purtroppo manca.
non vedi nessuna differenza fra dipendente pubblico o privato? Vivi in Svizzera?
Da noi in Italia le differenze ci sono…eccome se ci sono
Eccome se ci sono le differenze, purtroppo visto che non ci dovrebbero essere. Ma non e questo il punto. E orribile vedere questa strumentalizzazione politica per dei problemi reali, che niente hanno a che fare con l’amministrazione. Non perche io voglia difendere per forza la giunta, ma perche e una competenza interna dei dirigenti quella del caso di sopra. Quindi hanno voluto fare apposta polemica nell’ultimo consiglio comunale. E mi viene tristezza a pensare che si faccia così sulla pelle delle persone.
Secondo me, che lavoro in un comune del nord milano, a governare realmente sono sempre più spesso i dirigenti, non i politici, a cui vengono lasciate le questioni di scarso peso, mentre in soldoni chi comanda sono i dirigenti. I dipendenti presenti come la pensavano?
Approfitto ancora della ospitalità, anche se lavoro in un altro comune, ma il tema mi interessa e molto. La f(a/u)mosa questione della separazione fra Politica e Gestione impone riflessioni amici miei. E’ possibile che un Sindaco sia intralciato da dirigenti di partito contrattualizzati (cioè resi praticamente illicenziabili dalla precedente amministrazione al prezzo di 4.500 euro al mese)???? Nel mio comune una persona per bene (il Sindaco) viene continuamente CONFUSO da dirigenti che nella realtà governano, interpretano gli indirizzi politici, normativi, con il solo scopo di ESERCITARE IL POTERE ed eventualmente ripristinare lo stato politico precedente. Non c’è rimedio a questo, BUROCRATICO ESERCIZIO DI POTERE equivale a dittatura di una parte, non a democrazia. Invito a una raccolta firme per ABOLIRE ANCHE LA SEMPLICE MENZIONE DI “SEPARAZIONE FRA POLITICA E GESTIONE” DA TUTTA LA NORMATIVA RIGUARDANTE GLI ENTI PUBBLICI. Torniamo con gioia ai tempi in cui comandavano i politici, che almeno noi che li eleggiamo contiamo qualcosa!
Torno sull’argomento perché il mio comune (del nord milano, non Paderno, lo ripeto) è esemplare.
Dirigenti contrattualizzati, cioè resi ILLICENZIABILI, dall’amministrazione precedente.
Tutti sentiamo Brunetta evocare scenari tragici per i pubblici dipendenti. Ma tutti lo seguiamo nel fare di tutta una erba un fascio.
Un dirigente comunale costa più di 100 mila euro all’anno all’Ente. Qualcuno lo sa?
La norma Brunetta prevede la pubblicazione sul sito dei valori del 730 di costoro. Non del costo complessivo dell’Ente.
Il mio Ente ha diversi dirigenti. Tutti contrattualizzati. Ciasuno di loro costa 120 mila euro all’anno all’Ente, chi un po’ di più, chi un po’ di meno.
Ironia della sorte: chi li valuta? Fino a prima del Brunetta sapete chi??? LORO STESSI SI VALUTAVANO!
Ora la domanda principale: MA SECONDO VOI, SE UN SINDACO DI CENTRO SINISTRA MI HA DATO UN VITALIZIO (PERCHE DI QUESTO PARLIAMO) DI ALMENO 4 MILA EURO AL MESE, IO FACCIO O NON FACCIO PARTE DEL SUO PARTITO?
E dico far parte, capite? Non simpatizzare… per 4mila euro al mese o sei del partito o sei fuori.
Siamo tutti d’accordo?
Siamo tutti sicuri che i dirigenti degli enti locali provengano da scuole di formazione e non dalle sedi di partito?
Altrimenti non è meglio ABOLIRE LA SEPARAZIONE (da sempre fittizia) FRA POLITICA E GESTIONE?
Saluti e riflessioni
Gratiolo
Se poi, come nel mio comune, il Sindaco prende a referenti prioritari persone che APPARENTEMENTE (IN APPARENZA, ma FINGONO, CONFONDONO, …) sono dalla sua parte, CHE IN RIUNIONE DICONO APERTAMENTE DI ATTENDERE LE PROSSIME ELEZIONI…. ma dove vogliamo andare ragazzi, ma esiste una realtà o è sempre solo bugia del momento? Si da fede a chi è maestro nell’INGARBUGLIARE LE COSE, PERCHè LE COSE DIFFICILI SONO SEMPRE LONTANE DAL POPOLO E DALLA GENTE COMUNE, COMPRESI I DIPENDENTI PUBBLICI COME ME? o si guardano le cose reali, come funzionano le cose, come le persone sono trattate, come si realizza quella economicità, efficacia, efficienza che sono le regole previste per gli enti pubblici?