SENAGO, L’EX SINDACO FRANCA ROSSETTI DOPO LA CADUTA DELLA GIUNTA: “INVECE DI SFIDUCIARE SOLO ME, E’ CADUTO L’INTERO CONSIGLIO”

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Sindaco di Senago, Franca Rossetti (www.paderno7onair.it)Franca Rossetti non è più Sindaco di Senago. Come Paderno 7 vi ha annunciato qualche giorno fa, l’amministrazione comunale di centrodestra è decaduta dopo le dimissioni in blocco di 11 consiglieri comunali su 20, quando il gruppo della Lega Nord ha deciso di rimettere il mandato insieme alle opposizioni per contrasti insormontabili con il Sindaco.

Paderno 7 non ha usato mezzi termini nel criticare una simile situazione, tanto fallimentare per i consiglieri dimissionari che per il Sindaco e gli Assessori, indipendentemente dalle forze politiche di appartenenza. Ognuno, infatti, è responsabile di non aver realizzato quanto promesso agli elettori, indistitamente. Comprese le opposizioni che, per inseguire unicamente la loro ambizione elettorale, hanno consegnato Senago nelle mani di un commissario. Un funzionario nominato dal prefetto, Anna Aida Bruzzese, che governerà per ben un anno senza consiglieri comunali e senza giunta, a scapito dei cittadini che non potranno avere il confronto con un proprio eletto.

A distanza di pochi giorni dalla svolta politica, Paderno 7 pubblica l’intervista all’ormai ex Sindaco senaghese, rilasciata a Il Giorno nella persona di Giulio Dotto, dove la Rossetti cerca di discolparsi dopo la caduta della sua amministrazione. Chiunque tra i coinvolti senaghesi, politici o cittadini, vorrà replicare a queste dichiarazioni potrà contattarci alla nostra email info@paderno7onair.it: Paderno 7 è aperto al confronto.

“L’agguato della Lega? Si è rivelato un boomerang. La Lega voleva sfiduciare solo me, invece è caduto l’intero Consiglio”.

Quando ha capito che le stavano preparando la «trappola»?
«Ci sono troppe cose che fanno riflettere. La richiesta della convocazione di un consiglio comunale per valutare la conduzione dell’Azienda Multiservizi da parte delle liste civiche di opposizione è arrivata in Comune esattamente assieme alle dimissioni di due componenti del cda della stessa azienda.

La Lega, in base alla sua mentalità, avrebbe potuto contestare il sindaco e il Pdl e insieme al Pd probabilmente sarebbe uscita una mozione di sfiducia al presidente Francesco Giacobbe e l’assessore al bilancio Gianni Amitti. Poi su richiesta del capogruppo del Pd, Gianfranco Pepe, si sarebbe discusso dei giovani dell’associazione Erbamatta, presentando una mozione di sfiducia anche contro l’assessore ai servizi sociali Giuseppe Sofo. A questo punto ci stava anche il voto di sfiducia contro di me. In base allo statuto il consiglio non sarebbe decaduto e il vice sindaco Riccardo Pase avrebbe preso il mio ruolo fino all’arrivo del commissario che avrebbe avuto la supervisione sulla giunta e il consiglio ancora in carica consentendo a Pase di rimanere al suo posto fino alla fine del mandato».

DOPO IL SALTO, IL RESTO DELL’INTERVISTA

Cosa non ha funzionato in questo piano?
«Io, in maniera imprevista, ho fatto le comunicazioni sull’edilizia a Senago e sugli interessi dei consiglieri e del vice sindaco. Poi ho parlato delle vasche di laminazione. Tutti erano in imbarazzo perché di questi argomenti non frega nulla a nessuno, ma essere additati in pubblico ha dato fastidio. Da lì è cambiato l’obiettivo. Se si deve mandare a casa il sindaco servono le dimissioni di almeno 11 consiglieri.

Per questo ci hanno messo più di un’ora per decidersi. La Lega ha dovuto chiedere l’autorizzazione a Milano, confermando che la questione delle vasche è un tema saliente. Ormai non potevano più tornare indietro, perché se io fossi rimasta in carica il giorno dopo avrei convocato la giunta per fare ricorso contro le vasche e la Lega non poteva più giustificare un rinvio. Sono appalti e impegni promessi e già partiti da tempo con valori economici in gioco molto alti e dà fastidio che il sindaco si metta di traverso».

E l’opposizione cosa pensava delle vasche?
«Se a loro fosse realmente interessato, anziché fare comitati per gettare fumo negli occhi, avrebbero convocato un consiglio comunale urgente. Così facendo avrebbero messo in difficoltà la Lega. Invece hanno chiesto due consigli comunali urgenti su argomenti molto meno importanti».

C’è chi dice che la crisi di Senago sia legata alle elezioni di Milano. Cosa ne pensa?
«A Milano la Lega rivendica la poltrona di vice sindaco per Matteo Salvini che è il referente della corrente di Riccardo Pase. Non è escluso che per mantenere alto il tiro sul Pdl e contro Riccardo De Corato, la Lega provinciale utilizzi la questione di Senago come elemento d’intimidazione per sollecitare la risposta del Pdl su Salvini vicesindaco».

(Ringraziamo Giulio Dotto, Il Giorno)

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9 Risposte

  1. avatar Gianni

    04/26/2011, 10:58 am

    segnalo che secondo la legge elettorale dei comuni è impossibile far dimettere il sindaco senza andare ad elezioni (se non forse per malattia).
    E’ così dal 1993, anno in cui tra l’altro la Lega ha avuto il primo sindaco veramente importante (Formentini a Milano).
    Spero che gli amministratori di Senago conoscano questa legge…

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  2. avatar Francesco Rienzo

    04/26/2011, 01:25 pm

    Scusa Gianni, la tua segnalazione non è completa. E’ vero che la legge elettorale comunale prevede il principio del “simul stabunt sumul cadent” di Sindaco e Consiglio: quando cade l’uno cade anche l’altro.
    Ma la Rossetti intendeva altra cosa, riferendosi all’art. 37 primo comma dello Statuto senaghese:

    “In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio. Il Consiglio e la Giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco. Sino alle predette elezioni, le funzioni del Sindaco sono svolte dal Vice sindaco.”

    Questo significa che nel caso di decadenza del Sindaco per mozione di sfiducia verso la sua persona, la Giunta e il Consiglio sarebbero sì decaduti, ma sarebbero rimasti in carica sino alle elezioni con la guida del Vicesindaco. Lo Statuto, in poche parole, individua la via meno traumatica per arrivare alle elezioni, mantenendo un contatto democratico tra cittadini e amministratori.

    Le dimissioni dei consiglieri, invece, non sono previste e, valendo per il caso la normativa statale, hanno di fatto provocato la sospensione immediata del Consiglio Comunale. Nè giunta nè consiglio potranno più operare, ma per un anno il Commissario sarà l’unico a governare il Comune. Una situazione ben diversa, rispetto alla precedente, dove comunque sarebbe rimasta una minima collegialità di eletti fino alle nuove elezioni.

    Questa è la normativa. Ora, bisognerebbe comprendere se esistono delle motivazioni politiche alla base di questa scelta. Perchè non far governare il Vice sindaco e la giunta per un anno, pur sempre degli eletti, preferendo a loro un solo commissario esterno? In questo va individuata la responsabilità anche delle opposizioni.

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  3. avatar Gianni

    04/26/2011, 05:59 pm

    Forse la risposta è nelle dimissioni stesse dei consiglieri…giusto o sbagliato questo gesto dice che non è possibile più nessuna collaborazione fra i partiti della disciolta maggioranza e quindi forse si è preferito un commissario esterno che altre soluzioni che magari avrebbero peggiorato l’immagine dei partiti della maggioranza di fronte alla città. Non mi ricordo se non è più possibile fare le amministrative in autunno e quindi fare durare il commissario meno di un anno…

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  4. avatar Gianfranco

    04/26/2011, 09:52 pm

    Intervengo per sengalare che le dimissioni contestuali di 12 consiglieri (un consigliere di opposizione era assente giustificato) sono avvenute dopo 22 mesi perchè la situazione politico amministrativa era diventata ingestibile. Ad essere onesti la maggioranza di centrodestra non ha mai cominciato ad amministrare per incapacità di sintesi dell’ex Sindaco Rossetti. Vi segnalo che il primo bilancio di previsione della Giunta Rossetti (bilancio 2010) è stato approvato a fine giugno 2010 e il bilancio di previsione 2011, il 14 di aprile non era ancora pervenuto ai consiglieri comunali ed era stato approvato dalla Giunta col voto contrario di due Assessori e con qualche distinguo degli altri assessori.
    L’incapacità di fare sintesi dell’ex Sindaco Rossetti è stata tale che la maggioranza non era più in grado di approvare alcunchè al punto che 12 consiglieri hanno deciso che era meglio l’arrivo del Commissario.

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  5. avatar Gianfranco

    04/26/2011, 10:48 pm

    Scusate ma ci tengo a fare un’ulteriore segnalazione rispetto a quanto scritto da Francesco.
    L’art.37 dello Statuto del Comune di Senago riprende quanto disposto dall’art. 53 del testo unico degli enti locali; la mozione di sfiducia è normata all’art.52 del testo unico ed è ripresa nello Statuto del Comune di Senago all’art.35 commi 4 e 5.
    Art. 35 comma 5 dello Statuto: “… Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario ai sensi della normativa vigente.”
    L’approvazione di una mozione di sfiducia avrebbe prodotto gli stessi effetti delle dimissioni contestuali di almeno 11 consiglieri.
    Lascio a voi le conclusioni sull’intervista rilasciata dall’ex Sindaco Franca Rossetti.

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  6. avatar Francesco Rienzo

    04/26/2011, 11:06 pm

    Certo Gianfranco, in qualsiasi caso la sfiducia al Sindaco avrebbe comportato comunque lo scioglimento del Consiglio, così come previsto dal Testo Unico, e quindi conseguenti elezioni. Ma, almeno come pare leggendo lo statuto, l’art. 37 dice che la Giunta e il Consiglio cessano, ma rimangono in carica fino alle elezioni con la guida del Vicesindaco.
    In questo contesto il commissario sarebbe arrivato, ma non sarebbe stato l’unico artefice e governante del Comune. Senza una conseguente guida tecnica della cosa pubblica, ben lontana dalle esigenze dei cittadini epresse tramite il voto. Così il commissario farà il bello e il cattivo tempo per far quadrare i conti e l’amministrazione, senza alcun assenso degli eletti.

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  7. avatar Maurino

    04/26/2011, 11:29 pm

    Però…un bel donnino questa sindaca, forse ora tenterà la carriera di velina…

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  8. avatar terminator

    04/27/2011, 12:29 pm

    caro Maurino è troppo agée per i gusti del sultano

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  9. avatar angelo

    04/28/2011, 05:25 pm

    Bravo Gianfranco hai spiegato molto bene cosa sarebbe accaduto anche dopo la sfiducia al sindaco…Le stupidaggini che ha dichiarato al giornale sono soltanto la continuazione di quanto detto e fatto in questi mesi di non governo a Senago. quando parla di intimidazioni dovrebbe farsi un esame di coscienza…

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