“SGUARDI URBANI”: PIANO URBANO DEL TRAFFICO, COS’È E PERCHÉ NE SERVE UNO NUOVO

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Articolazione funzionale della rete stradale di Paderno Dugnano (fonte, Quadro Conoscitivo PGT)

Articolazione funzionale della rete stradale di Paderno Dugnano (fonte, Quadro Conoscitivo PGT)

Immerso nell’area metropolitana milanese e in particolare del Nord Milano, uno dei territori più urbanizzati di tutta Europa con una densità abitativa superiore a 5000 abitanti per km/q (la media dei comuni della Provincia di Milano è pari a 1500), Paderno Dugnano dal punto di vista demografico è uno dei comuni più densi d’Italia (3.378 ab/kmq). Di conseguenza si aggiunge un forte processo di infrastrutturazione, sia su ferro che su gomma, iniziato negli anni ’60 compromettendo nel corso dei decenni il sistema ambientale e degli spazi aperti e contribuendo all’erosione delle superfici agricole dell’area vasta.
In particolare, per Paderno Dugnano, la rete stradale è organizzata in una maglia ortogonale i cui assi hanno giacitura Nord-Sud ed Est-Ovest. Se guardiamo a scala ampia, in senso longitudinale riconosciamo la Comasina, la Milano-Meda, la Valassina, l’asse di Via Serra-Copernico-Dalla Chiesa e l’antico tracciato della Comasinella; in senso trasversale riconosciamo la Rho-Monza, l’asse di Via Leonardo Da Vinci-Repubblica-Santi e quello di Via Magenta-Europa. Queste strade costituiscono gli elementi di connessione che strutturano la maglia viaria del nostro Comune.

Fatta questa introduzione, abbiamo le basi per confermare che a Paderno Dugnano serve un nuovo Piano Urbano del Traffico volto a una mobilità sostenibile.

Per chi non lo sapesse, il Piano Urbano del Traffico è uno strumento disciplinato dall’art. 36 del Codice della Strada, istituito nel 1992, obbligatorio per i Comuni con popolazione residente superiore a 30.000 abitanti (comma 1). Gli obiettivi di tale piano sono finalizzati a ottenere il miglioramento delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, la riduzione degli inquinamenti acustico e atmosferico, e il risparmio energetico, in accordo con gli strumenti urbanistici vigenti e con i piani di trasporto e nel rispetto dei valori ambientali (comma 4). Il Piano Urbano del Traffico viene aggiornato ogni due anni (comma 5).

A Paderno Dugnano l’ultimo Piano Urbano del Traffico risale al 29 Settembre 2003, data della sua approvazione in Consiglio Comunale durante l’Amministrazione Casati. Sono passati, quindi, più di dieci anni dalla redazione di questo strumento e in questo arco di tempo tante cose sono cambiate: dalle nuove strade e piazze e dalle nuove esigenze di mobilità, che rendono il piano vigente non più rispondente alle necessità in materia di viabilità.

Relativamente ai contenuti del Piano Urbano del Traffico, prima di passare alla fase di pianificazione e progettazione, è alquanto necessario capire innanzitutto cosa è stato fatto o non fatto in questi dieci anni, anzi quasi undici, di attuazione. Inoltre, è cosa fondamentale elaborare un’analisi di tipo conoscitiva che rilevi in maniera dettagliata le condizioni legate al peso dei flussi, delle velocità, delle congestioni, dell’inquinamento, fino alla sicurezza; fatti questi rilevamenti si può procedere alla classificazione delle strade che ne esplicita le funzioni. Una volta individuata la gerarchia della rete viabilistica, si può passare alla parte progettuale che prevede, ove necessario, la modifica della sezione stradale o il cambio di senso di marcia in ragione di un traffico più scorrevole e sicuro.
In particolare per Paderno Dugnano ritengo prioritario far sì che il traffico di collegamento tra le diverse direttrici (autostrade, superstrade, tangenziali etc.) non avvenga più all’interno dei centri abitati, comportando quindi il passaggio – anche a velocità che superano il limite – di numerosi veicoli e di automezzi pesanti che mettono a rischio l’incolumità dei pedoni. Forse sarebbe il caso di individuare delle arterie, esterne ai centri abitati, idonee al passaggio del traffico pesante e quindi moderare quello dei centri urbani, rendendoli più a misura d’uomo.

Bisogna precisare, però, che il Piano Urbano del Traffico che si delineerà dovrà tenere conto di tutte le forme di mobilità urbana da tutelare e non deve porsi secondo un approccio “autocentrico”, come è avvenuto fin dai primi tempi della motorizzazione. Ecco perché il piano dovrà occuparsi anche della regolazione delle aree di sosta, localizzando gli spazi da destinare a parcheggio di tutti i tipi di veicoli, contrastando il fenomeno della sosta selvaggia. Dovranno prevedersi migliorie per la mobilità pedonale e ciclabile con la manutenzione e l’individuazione di nuovi percorsi, già previsti nel PGT approvato l’anno scorso; anche il trasporto pubblico locale dovrà essere oggetto di migliorie e una maggiore intermodalità nelle relazioni fra i diversi tipi di mezzi.

Questi sono, in linea generale, i contenuti di un Piano Urbano del Traffico, ma sarebbe di buon auspicio che durante la sua elaborazione lo strumento non assuma un atteggiamento di tipo “insulare”, nel senso che vengano individuati solo alcuni interventi delimitati, senza tener conto dell’intorno. Bisogna quindi agire punto per punto, strada per strada, isolato per isolato, dando così al piano una visione di ampio respiro che guardi ai problemi della viabilità nella sua interezza.

 

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