“SGUARDI URBANI”: TORRE CORDERIA CAPPELLINI DI INCIRANO, UN ESEMPIO DI ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

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La Torre corderia cappellini con il suo nuovo orologio

La Torre Corderia Cappellini con il suo nuovo orologio

È consuetudine dire che l’identità e il carattere dei paesi si riconosce nei campanili delle chiese, con i quali i propri abitanti si identificano. Si può dire che non è il caso di Incirano, perlomeno fin dalla seconda metà del Novecento.
Chi vi abita, o per chi vi è passato almeno una volta, sicuramente non potrà non aver notato la torre dai colori rosei situata nell’attuale Piazza De Gasperi, al centro del quartiere a pochi passi da Villa Gargantini.
Quella che viene chiamata affettuosamente la “Torretta” non è altro che la Torre Corderia Cappellini, l’acquedotto di una vecchia fabbrica tessile, che oggi rappresenta il simbolo di Incirano. Cercheremo di ripercorrere la sua storia e capire come ad oggi è diventato un buon esempio di recupero di archeologia industriale nel nostro territorio.

La Corderia Cappellini è stata una delle prime industrie tessili di Paderno Dugnano, che ha contribuito allo sviluppo del settore manifatturiero; in particolare, si trattava di un canapificio situato nelle vicinanze del Seveso, in corrispondenza di quella che ora è, per appunto, l’attuale via Cappellini. Il complesso disponeva di varie strutture per la lavorazione dei filati (oggi non più esistenti) e di edifici di pubblico servizio come l’asilo infantile costruito nel 1914. La suddetta torre, che fungeva da serbatoio dell’acqua, è stata costruita in cemento armato nel 1926 e le sue forme si ispirano al campanile della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta: se si guarda il progetto originale, infatti, si può notare come nella sommità della torre sia stato disegnato un tetto a falde inclinate, tipico delle torri campanarie.

Progetto originale (fonte, Videoenciclopedia Paderno Dugnano)

Progetto originale (fonte: Videoenciclopedia di Paderno Dugnano)

La Torre Corderia Cappellini venne restaurata probabilmente dopo la Seconda Guerra Mondiale e le modifiche più importanti riguardavano, oltre che la realizzazione di lesene sul fusto, la sostituzione del tetto con una merlatura dando così alla struttura un aspetto tendente all’eclettico.
Con la dismissione della Corderia Cappellini, la torre fu l’unico manufatto edilizio rimasto in piedi e il suo recupero rappresenta l’archetipo di ciò che oggi chiamiamo archeologia industriale.

L’esaurimento della fase espansiva della città ha reso sempre più incerto il confine tra “città vecchia” e “città nuova”, quindi si assiste allo slittamento della nozione di “storico” a quella di “esistente”. Ciò significa che non si riservano atteggiamenti tecnici riservati alla conservazione del solo centro storico isolato, ma si estendono a tutto il territorio. In particolare, si tratta di una stagione inaugurata dalla grande dismissione industriale che, aprendo vuoti “a macchie” nel tessuto urbano, costituisce un’occasione per una ristrutturazione della città. Nel caso inciranese, non si tratta di una grande area dismessa su cui poter realizzare interventi di riqualificazione urbana, ma nel singolo manufatto della torre di inizio Novecento si è riconosciuto un carattere di storicità (anche se recente) e in quanto tale da tutelare.
A questo proposito è stato modificato lo spazio aperto che circonda la Torre Corderia Cappellini, riqualificando nel 1995 la Piazza De Gasperi che è diventato uno dei luoghi di ritrovo più frequentati di Incirano, accentuando così la simbolicità che la torre assume per il quartiere.

Essendo ispirata al campanile della chiesa, la Torre Corderia cappellini dispone sui suoi lati di uno spazio riservato all’installazione di un orologio. Infatti, durante la giornata di Domenica 30 Novembre, in occasione delle bancarelle di Natale, è stato posto sulla torre l’orologio che gli abitanti di incirano aspettavano da tempo.

Possiamo dire che nel suo piccolo la Torre Corderia Cappellini rappresenta un’emergenza architettonica, non nel senso che si presenta in uno stato critico, bensì che emerge rispetto al suo contesto. Oppure, volendo usare un termine paesaggistico, abbiamo a che fare con una sorta di landmark. Per ulteriori informazioni e foto, potete visitare la Videoenciclopedia di Paderno Dugnano che tratta di questo argomento.

 

2 Risposte

  1. avatar Gianni Rubagotti

    12/09/2014, 02:53 pm

    Ricordo che il canapificio Cappellini, se la mia fonte è certa, era tra i fornitori della Marina Reale.
    L’uso della canapa a livello industriale era molto diffuso nelle nostre zone e andando a nord (in zona origgio c’è una strada dedicata a un antico canapificio)
    In realtà la canapa sembra essere interessante per un rilancio proprio in questo settore, oltre che per applicazioni inaspettate come la bonifica dei terreni.

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