‘’SGUARDI URBANI’’: VASCHE DI LAMINAZIONE, OPPORTUNITÀ O RISCHIO?

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Planimetria della vasca di laminazione prevista a Palazzolo (fonte AIPO)

Planimetria della vasca di laminazione prevista a Palazzolo (fonte AIPO)

A seguito dell’ennesima esondazione del fiume Seveso che ha causato allagamenti e danni anche nel nostro Comune, torna ad accendersi la discussione relativa alle vasche di laminazione e in questa puntata cercheremo di approfondire il tema.
Per chi non lo sapesse, la vasca di laminazione è un’opera idraulica volta alla realizzazione di un ampio bacino scavato in profondità per permettere il contenimento delle acque durante le piene.
Quello delle esondazioni non è un fenomeno che sta avvenendo solo negli anni recenti, ma già in passato si sono verificati casi di straripamento delle acque del Seveso, tanto che nel 1954 venne realizzato il Canale Scolmatore di Nord Ovest (CSNO) che parte da Palazzolo Milanese facendo deviare il flusso delle acque del Seveso (con una portata di 30mc/s) fino al fiume Olona nel territorio del rhodense. L’eccessiva urbanizzazione e il consumo di suolo incontrollato verificatosi negli ultimi cinquant’anni, soprattutto nella Brianza e nel Nord Milano, ha fatto sì che i terreni si impermeabilizzassero, provocando così un aumento frequente delle esondazioni, sempre più difficili da frenare. A tal proposito, quella delle vasche di laminazione sembra la soluzione più indicata dalle istituzioni; entriamo nel merito della questione.

L’AIPO (Agenzia Interregionale per il Fiume Po), per ovviare a questo problema, ha presentato nel Giugno del 2011 uno studio di fattibilità che prevede la realizzazione di vasche di laminazione individuate a Senago, Paderno Dugnano, Varedo e Lentate sul Seveso.
Vi era anche un ulteriore studio realizzato dalla Società Metropolitana Milanese, commissionato dal Comune di Milano, che prevedeva una vasca di laminazione all’interno del Parco Nord Milano a Bresso e la costruzione di una galleria parallela al tratto interrato del Seveso di Milano fino al Cavo Redefossi; tale progetto è stato scartato per via dei costi troppo alti e delle difficoltà di realizzazione.
Nell’ambito del progetto proposto dall’AIPO, il caso della vasca di Senago è entrato negli onori della cronaca per via dell’opposizione da parte di comitati cittadini e della stessa Amministrazione, contrari alla realizzazione di quest’opera pubblica ritenuta dannosa. Un altro motivo sta nel fatto che Senago non è un Comune che si affaccia direttamente sulle sponde del Seveso e la popolazione non vuole che i reflui debbano essere portati nel loro territorio: il progetto prevede due invasi, uno a nord del CSNO (per cui è previsto un suo allargamento) e uno a sud per un volume totale di 1 milione di mc.

Area in cui è prevista la realizzazione della vasca di laminazione

Area in cui è prevista la realizzazione della vasca di laminazione

Come è stato detto in precedenza, una vasca di laminazione è prevista anche a Paderno Dugnano, precisamente a Palazzolo nelle vicinanze del Canale Villoresi. Con una superficie totale di 105.000mq per un volume d’invaso pari a 950.000mc, la vasca di laminazione è suddivisa in due settori: il primo con un volume di 520.000mc e il secondo di 430.000mc; il canale, proveniente dall’opera di presa del Seveso, giunge nel primo settore e nel caso si riempisse del tutto, verrebbe alimentato il secondo settore fino al completo riempimento dell’invaso disponibile. Lo svuotamento del canale scolmatore si concluderà in un tempo di circa 5 giorni con una portata di 2mc/s in modo tale da non sovraccaricare il Seveso. La profondità della vasca è di 24m.

A questo punto bisogna tenere in considerazione se quest’opera pubblica potrà rivelarsi effettivamente utile a risolvere una volta per tutte il problema esondazioni oppure non basterà a colmare le piene, dimostrandosi inutile e dannosa per il territorio.
Nel dibattito che segue vi sono due posizioni al riguardo. Per alcuni le vasche di laminazione rappresentano un mezzo efficace e un’opportunità, perché il loro ampio volume d’invaso è in grado di contrastare ulteriori esondazioni e vi si possono applicare tecniche di depurazione naturale delle acque piovane da restituire successivamente al terreno.
Per altri le vasche di laminazione sono poco sostenibili dal punto di vista dell’ambiente, perché c’è il rischio che non vengano pulite in tempi rapidi dopo aver fatto defluire l’acqua, lasciando detriti, odori insopportabili e fattori compromettenti per la salute, trasformando così le vasche in fogne a cielo aperto. Nel caso padernese bisogna tenere conto del fatto che le vasche sono state individuate nell’area ex-Snia, quindi in un terreno soggetto a bonifica.

Non appena avremo aggiornamenti, vi terremo informati sui prossimi sviluppi inerenti alla questione.

 

16 Risposte

  1. avatar MaRo

    07/16/2014, 09:42 am

    Buongiorno Lodovico, credo che questa tematica della vasche sia molto più urgente di quella di Rho-Monza, che ormai ha una strada ben definita….
    L’altro giorno ho sentito al TGR che la Regione ha chiesto allo Stato di inserire tra le opere per Expo le vasche a Senago: questo scongiurerebbe quella di Paderno?

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  2. avatar Andrea

    07/16/2014, 11:10 am

    A mio avviso solo chi non è interessato al problema può considerare superata la questione Rho-Monza. Ad ogni modo mettere in competizione le due questioni non ha alcun senso.

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  3. avatar MaRo

    07/16/2014, 04:43 pm

    @ Andrea
    Non è questione di “competizione”, come dice lei, bensì di una mera constatazione.
    I lavori di pre-cantierizzazione di Rho/Monza indicano che la strada verrà realizzata (a questo punto meglio tutta prima di Expo, mica che poi dopo i fondi non ci siano più e noi ci si ritrovi con un qualcosa a metà…)
    Gli studi attorno all’alveo del Seveso, invece, che sappia io sono ancora in corso d’opera: magari, questa volta, si riesce ad intervenire prima che le gare vadano in appalto e non, come nel suddetto caso della R/M di trovarsi tutto già deciso

    Buon pomeriggio

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  4. avatar Massimo

    07/16/2014, 05:17 pm

    MaRo è bello vedere che la speranza è l’ultima a morire e che si pensa che problemi differenti possano seguire strade differenti. Purtroppo se tutta la città istituzioni comprese avessero fatto fronte comune i cantieri rho-monza sarebbero ancora da venire. Chi interessato a queste opere ha capito che su Paderno può procedere indisturbato, quindi prima di fare figure barbine con Expo e rischiare che i visitatori cinesi e arabi possano trovarsi i piedini bagnati perchè esonda il Seveso, dichiareranno anche le vasche opera strategica x l’esposizione e ce la cucchiamo. Come dice lei x la rho-monza è un bene anche x le vasche che si realizzino subito, non vorremo mica trovarci tra qualche anno ancora con il problema delle esondazioni. O no?

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  5. avatar Lodovico Pescinato

    07/16/2014, 07:19 pm

    @MaRo
    No, non scongiurerà la vasca di Paderno. Stando alla parole della Regione, con la costruzione della vasca di laminazione di Senago si procederà anche agli interventi previsti a Paderno, Varedo e Lentate.

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  6. avatar Andrea

    07/17/2014, 10:49 am

    Per Maro; invece a me è parso proprio così. Dicendo che la questione vasche è più urgente l’ha posta in competizione con la Rho Monza senza considerare che il comune ha la possibilità, e il dovere, di affrontarle entrambe. Non penso che una cosa escluda l’altra. Inoltre, presupponendo che la strada sia già stata definita (anche se ho forti perplessità), per mia curiosità personale vorrei sapere una cosa: quando il percorso a suo avviso non era ancora tracciato, lei si è adoperato in qualche modo?

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  7. avatar gigi

    07/17/2014, 12:25 pm

    Non capisco questi personaggi che non rispettano le idee delle altre persone. L a democrazia è libertà di idee e di pensiero, per le 20/30 persone della R/M la democrazia è quello che pensano loro. Io sono d’accordo con MaRo

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  8. avatar Massimo

    07/18/2014, 12:13 am

    @Gigi: per l’amor del cielo, io sono perfettamente d’accordo con lei. Per le 20/30 persone della Rho-Monza la democrazia è quella che pensano loro, per le 5/10 persone delle vasche di laminazione è invece quella che pensano loro. Per le 2/3 persone del prossimo accidente su Paderno Dugnano la democrazia sarà quella che penseranno loro. Come si dice? A ognuno il suo e che se lo godano. Sicuramente è questo il sistema per andare lontano con un territorio unito.

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  9. avatar Alberto

    07/18/2014, 08:02 am

    Si Maro, in effetti le esondazioni del Seveso che avvengono da 60 anni sono da affrontare con urgenza maggiore rispetto ad un’autostrada che passerà nella nostra città. Pensi, ho vissuto 26 anni nella zona di Milano soggetta ad esondazione, convissuto serenamente con la cantina che si riempiva d’acqua e l’auto da lasciare sempre parcheggiata in strategiche zone anti allagamento, sono riuscito a farlo senza problemi di salute derivanti da queste terribili esondazioni. Lieve fastidio per l’odore nei giorni successivi, ma non ricordo problemi respiratori ad esso collegati.
    Invece la Rho-Monza qualche problemino di salute lo potrebbe creare, non solo a chi vive in prossimità (100 mt) della Rho-Monza, ma anche a lei e tutte le altre persone che se ne sono altamente fregate o addirittura ne sono state infastidite.
    Avremo anche qualche lieve problema di traffico aggiuntivo in città ed i disagi dei cantieri, ma saranno poca roba.
    Inoltre ritengo assolutamente possibile ignorare che per questi lavori verranno tagliati ulteriori alberi, in fondo non era sufficiente un’amministrazione che continua a tagliare alberi che non vengono poi sostituiti con nuove piante.
    Ci sono due possibilità logiche dal mio punto di vista:
    A) non vive nel comune di Paderno Dugnano
    B) non si interessa minimamente della sua salute o non è in grado di capire i danni da inquinamento.

    Poi resta sempre da capire come mai il comune di Bollate sia riuscita ad ottenere ben 55 milioni di euro per interrare il suo tratto mentre Paderno nemmeno un centesimo. Eppure lo schieramento politico è lo stesso.

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  10. avatar Luigi

    07/19/2014, 06:46 pm

    Sia Bollate che Paderno hanno entrambi due onorevoli del Pd. La Cimbro ha ottenuto 55 mln, Casati che cosa?

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  11. avatar gigi

    07/20/2014, 03:48 pm

    Casati si è limitato a votare il finanziamento come da lui e Penati fatta progettare

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  12. avatar MaRo

    07/21/2014, 09:22 am

    @ALberto
    Grazie per la considerazione che ha nei miei confronti, mi lusinga!
    Io abito a Paderno, e sono conscio dei problemi dell’inquinamento: dico però anche che, la galleria fonica (a mio modesto avviso, che sicuramente non compete con la sua conoscenza del problema) risolve buona parte del problema di polveri sottili e rumore. Non saprei però dire se avere la coda di auto ferme all’innesto per Milano della Mi-Meda, sia tanto meglio che avere più auto che viaggiano fluide sulla “autostrada”. In ogni caso, questo è ciò che penso e non ho certo la pretesa di imporlo a tutti, nè tantomeno che sia la Verità assoluta.

    Buona giornata

    PS: per inciso, la R/M è stata definita “autostrada” per via della lunghezza -11km- e del fatto che, dopo Expo, verrà realizzato un casello in zona Fiera, ma immagino che anche questo lei lo sapesse già

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  13. avatar Andrea

    07/21/2014, 04:47 pm

    Chiamare “personaggi” cittadini che manifestano le loro preoccupazioni per la loro salute ( e dei loro famigliari) e la tutela del territorio circostante non è sicuramente una prova di democrazia e non è nemmeno rispetto per le idee altrui. Tanto per cominciare.
    Secondariamente citare il numero di 20/30 persone non rappresenta solo mancanza di argomenti, ma soprattutto costituisce un tentativo, masochistico, di sminuire il senso e l’operato del comitato attraverso la tesi: pochi sostenitori, pochi contenuti. Oltre che ad essere pesantemente distorsivo visto che il numero non è assolutamente veritiero.
    Piuttosto che effettuare una conta brutale del numero degli aderenti, meglio sarebbe valutare le argomentazioni sottostanti.
    Infine credo che la salute e la tutela del proprio territorio dovrebbero superare qualsiasi altro argomento in fatto di importanza e quindi non essere considerati semplici opinioni o idee.

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  14. avatar Alberto

    07/21/2014, 09:41 pm

    Maro…..galleria fonica…si tratta di limitare il rumore, non di certo l’inquinamento. Quello lo si limita interrando e installando i filtri ed i necessari sistemi di depurazione come avvenuto sulla ss36. vada a vedere come si presenta ora la zona che prima era attraversata da 6 corsie con auto in coda perenne e mi farà sapere cosa sia meglio.
    Detto questo, nessuno dice che non si debba migliorare la Rho-Monza rendendola più fluida, si contesta come ottenere il risultato. Se dei 3 metodi Serravalle vuole utilizzare quello che le da maggiori ricavi dando maggiori impatti ai cittadini, onestamente non mi trovo d’accordo. Uno dei motivi che mi fa apprezzare il CCIRM è che non è il classico comitato stile nimby, forse di dovrebbe ragionare di più su questo ed appoggiare maggiormente persone che pacificamente hanno trovato soluzioni alternative valide.

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