SMART CITY: DI COSA SI TRATTA?

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scienza-tecnologia-smart-cityIl fenomeno delle Smart City ha ormai preso piede in tutto il mondo e anche l’Italia tenta di recuperare il tempo perso (come al solito, nel buon ruolo da fanalino di coda) con interessanti esperimenti a Bologna, Torino, Bari, Milano e prossimamente, secondo i piani dell’attuale Giunta, anche a Paderno Dugnano.

Ma cosa sono le “Smart City“?
Il cursus honorum dell’informatica dagli anni ‘60-’70 a oggi è servito ad automatizzare dapprima il lavoro nei grandi uffici di mezzo mondo, per approdare successivamente nelle nostre case, passando dalla cameretta dei ragazzi (con il classico PC desktop) agli altri ambienti domestici, per impadronirsene totalmente con la domotica. Ora si punta all’informatizzazione del sistema città con l’affermazione dei principi delle cosiddette “città intelligenti”.

In quale modo?
L’Information and Communication Technology e l’Internet delle cose permettono di creare e gestire servizi urbani tramite una grande rete civica, attraverso la quale il cittadino può restare sempre informato su ciò che accade grazie ad app sviluppate ad hoc. Le smart city sono sistemi intelligenti dove la sostenibilità economica e ambientale è considerata l’unica risposta possibile alla crescente richiesta di risorse (dove si parla di “Smart Grid”), all’inquinamento dilagante e alla crisi economica e finanziaria degli ultimi anni. Le città smart sono quelle dove l’integrazione delle risorse territoriali – di natura culturale, economica, produttiva e ambientale – viene pianificata coerentemente in un’ottica di rinnovamento e innovazione.
La smart city rappresenta un approccio vasto e integrato per aumentare l’efficienza delle operazioni cittadine e la qualità della vita dei cittadini, oltre a dare nuovo slancio all’economia del paese; pertanto, l’amministrazione cittadina, per far sì che la sua città possa essere considerata “intelligente”, non deve solamente integrare tutti i mezzi comunicativi a disposizione e utilizzarli nel miglior modo possibile, poiché il segreto non risiede solamente nel campo dell’ICT.
Infatti, secondo Boyd Cohen (uno dei maggiori esperti al mondo in fatto di smart city) le caratteristiche principali che rendono smart una città devono prima essere divise in spicchi e poi raggruppate in sei aree tematiche: Smart Mobility, Smart People, Smart Economy, Smart Environment, Smart Government e Smart Living, per dar vita a quella che è la cosiddetta teoria della “Ruota delle Smart City“.

Cos’è la Ruota delle Smart City?
Cohen ha anche sviluppato un progetto-base articolato in tre fasi che può essere applicato a (quasi) tutte le realtà urbane del mondo.
wheelIl primo passo consiste nel coinvolgere la cittadinanza all’interno del progetto, rendendola parte integrante del processo decisionale. Per fare questo, l’amministrazione dovrà dare vita a un progetto di comunicazione integrata, dove siano coinvolti tutti i canali a sua disposizione. È esemplificativo di questa strategia CivicPlus, una suite di programmi e app per smartphone che permettono di coinvolgere i cittadini nei progetti smart e di conoscere in tempo reale le loro opinioni.
Il secondo passaggio prevede la realizzazione di un piano strategico dettagliato, nel quale deve essere descritto analiticamente lo stato attuale delle cose e poi individuati, elencati e specificati gli obiettivi parziali e finali. In questa fase, bisognerà valutare tutti i possibili progetti e scegliere gli indicatori in base ai quali misurare i progressi fatti.
Il terzo e ultimo step è iniziare con il piede giusto e procedere con la giusta andatura. Non vale la pena tentare di ottenere tutto e subito: sarà necessario procedere per piccoli passi prima di poter raggiungere gli obiettivi più ambiziosi.

Cohen porta a esempio di questa strategia quelle che lui considera le migliori smart city al mondo. In testa a tutti troviamo Vienna, seguita da Toronto e Parigi. Dietro a questo terzetto si posizionano le città e le capitali dei Paesi industrializzati, New York, Londra, Tokyo, Berlino, Copenaghen, Hong Kong e Barcellona. Restano fuori altri progetti “intelligenti” ma non all’altezza come ad esempio Amsterdam, Santander e Dubai. Delle città italiane, come avrete notato, nemmeno l’ombra.

Come dicevo in apertura, il nostro Paese è partito in ritardo rispetto agli altri, ma la buona notizia è che le nostre amministrazioni si stanno dando da fare per recuperare il tempo perso.
Torino e Bologna, ad esempio, hanno da tempo dato avvio a progetti smart per lo sviluppo della città. Milano, grazie all’Expo 2015, si sta muovendo a grandi passi, così come la nostra Paderno, che con la nuova Amministrazione Alparone e con l’Assessore Boffi, si sta indirizzando verso questi modelli.
Anche al Sud il concetto di smart city si sta affermando e a fare da apripista è Bari e con l’approvazione dell’Agenda Digitale i progetti di sviluppo di smart city dovrebbero trovare ulteriore impulso, dove anche il Governo, dal canto suo, si è impegnato a valutare e finanziare progetti per l’informatizzazione dei servizi e delle città.

(Fonti: web, e-culture)

 

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