SPUNTI DI RIFLESSIONE DA UN FINESTRINO

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panorama treno (www.paderno7onair.it) Qualche sera fa, stavo viaggiando in treno per andare a Milano.

Normalmente utilizzo questo mezzo di trasporto più giorni della settimana per recarmi nella metropoli, ma all’improvviso mi giro verso il finestrino e mi accorgo di uno spettacolo della natura che non si vede tutti i giorni: capita spesso di vedere dal treno un orizzonte grigio o terso sempre però, con quel sottile strato di smog, ma quella sera c’era un semplice tramonto, solo che a differenza di quello che tutti noi conosciamo, il colore arancione del cielo, invece di tendere al rosso, tendeva a un giallo molto intenso.

CONTINUA

Io rimango affascinato da quei colori che sporadicamente mi è capitato di vedere, ma allo stesso tempo mi maledicevo perché non avevo una macchina fotografica e in più ero su un mezzo la cui fermata non dipendeva da me – potevo usare il freno d’emergenza, ma non so se era il caso!
Non mi do pace, voglio immortalare quell’orizzonte raro da vedersi, allora prendo il mio cellulare e faccio la foto. Dopo dieci secondi che il telefonino finisce di caricare l’immagine, mi accorgo di non aver ottenuto l’aspetto che desideravo: era mossa e i colori non rendevano quell’arancione così chiaro.
Poco dopo però, la riguardo e mi accorgo che questa foto presenta degli elementi particolari. È vero l’immagine è mossa, ma ogni particolare è contraddistinto da un solo elemento: il dinamismo.
Quello del treno – anche se le Ferrovie Nord non rendono l’idea! – il cavo della ferrovia che s’inarca, il sole che va verso il basso e il cantiere in divenire in un’abitazione.

Questa foto (scattata tra Paderno e Cusano), pur essendo di scarsa qualità e senza che io lo volessi, rappresenta l’essenza del nostro territorio; non parlo solo di Paderno, ma del nostro hinterland in eterno movimento con i suoi cantieri e i suoi mezzi di trasporto pubblici e non, della frenesia della gente che fa “avant’indree” da Milano e della sua continua espansione che pian piano, senza che noi ce ne accorgiamo, finisce di divorare anche le nostre campagne.
D’altronde un vecchio slogan di un’azienda – milanese per appunto – diceva “la potenza è niente senza controllo“.

Beh forse quella rèclame non dovremmo applicarla solo a dei pneumatici.

 

2 Risposte

  1. avatar pierino favrin

    10/26/2011, 07:16 pm

    Beh,fin che ci sono persone, poeti nell’animo, c’è speranza per il futuro.La natura è lì coi Suoi tramonti che parla e commuove chi la sa ascoltare.
    Grazie del messaggio trasmesso.
    pierino favrin

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  2. avatar renato baldan

    10/27/2011, 01:00 pm

    Finalmente un articolo su cui vale la pena soffermarci, o meglio fermarci un momento.
    La frenesia del tempo che stiamo vivendo raramente ci fa carpire quanto di bello ci può essere intorno a noi.
    Siamo sempre bombardati da sacrosante preoccupazioni di vita lavorativa, di ansie economiche e purtroppo a volte famigliari.
    Non voglio entrare nel merito su quanto compare in televisioni, giornali e blog di ogni genere, anche se doverosa a volte e troppo esagerata in tutto tranne che sui veri valori della vita.
    La ” frenesia della gente che fa “avant’indree” è bene sia più spesso ascoltata ed ammirata. Renato51

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