STORIE ED INCHIESTE: PERICOLO AMIANTO. IN ARRIVO VIDEO-INTERVISTA AL SIG.TEMPELLA

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Dopo varie riflessioni e diversi riscontri, noi di Paderno 7 abbiamo pensato di creare una nuova rubrica, dal titolo “Storie ed Inchieste”: come potrete immaginare, il nostro scopo è quello di scovare ed indagare temi di particolare importanza e sensibilità, che hanno rivoluzionato sotto diversi punti di vista la vita di persone e comuni cittadini. Vorremmo dare spazio a tutti coloro che vorrebbero raccontare la propria significativa esperienza, anche per sensibilizzare l’opinione pubblica padernese e non solo.

Ed inauguriamo questa rubrica con un articolo che tratta di un tema purtroppo sottovalutato: l’amianto. Abbiamo intervistato il sig. Pietro Tempella, membro dell’Associazione Italiana Esposti Amianto, e, suo malgrado, vittima di questo minerale. Ascoltando la video-intervista, che pubblicheremo tra poco scoprirete la sua emozionante storia e qual è la situazione di Paderno. Ora cominceremo a fornirvi alcuni punti su cui iniziare a riflettere.

Il tema è molto vasto e complesso e il nostro intervento è innanzitutto finalizzato a tenere alto il livello di attenzione per questo problema, qualsiasi persona voglia dare il suo contributo per approfondire e capire sarà il benvenuto. Approfondiamo perciò questo argomento partendo da cosa si intende per amianto (più precisamente asbesto): è un insieme di minerali del gruppo dei silicati di struttura fibrosa, ad alta resistenza e versatilità e di produzione molto economica. L’amianto è virtualmente indistruttibile, resistente al calore e all’attacco degli acidi, estremamente flessibile, resistente alla trazione, facilmente filabile. E’ stato usato fino agli anni ’80 per produrre la miscela di acqua-cemento-amianto comunemente chiamato Eternit per la coibentazione di edifici, tetti, navi, treni, materiali vari per l’edilizia, per le tute dei vigili del fuoco, per le vernici delle auto ma anche per la produzione di corde, plastica e cartoni. Come ha potuto questo materiale “magico” trasformarsi in materiale “killer”? La consistenza fibrosa è alla base delle proprietà tecnologiche, ma anche delle proprietà di rischio essendo essa causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell’apparato respiratorio. La pericolosità consiste, infatti, nella capacità che i materiali di amianto hanno di rilasciare fibre potenzialmente inalabili ed anche nella estrema suddivisione cui tali fibre possono giungere (basta una fibrilla per creare il danno essendo invisibile). Per dare una idea della estrema finezza delle stesse basti pensare che in un centimetro lineare si possono affiancare 250 capelli umani, 1300 fibre di nylon o 335000 fibre di amianto. Parlando di pericolosità dell’amianto però occorre fare dei distinguo: pericoloso infatti lo è sicuramente quando può disperdere le sue fibre nell’ambiente circostante per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico, dilavamento di acqua piovana. Per questa ragione il cosiddetto eternit è considerato pericoloso che per sua natura d’invecchiamento ha la tendenza a liberare fibre nell’aria. Ancora più pericoloso è l’amianto “friabile” usato per coibentare le tubazioni per il riscaldamento che passano nelle cantine dei vecchi condomini.

CONTINUA DOPO IL SALTO

Le polveri di amianto se respirate possono portare a malattie gravissime a partire dall’asbestosi fino al mesotelioma, il carcinoma polmonare e della laringe. Dati clinici evidenziano la latenza molto lunga della malattia, dai 5 ai 40 anni, che fa da triste contraltare alla brevità delle aspettative di vita per chi contrae le malattie ad esso collegate (tipicamente 9/12 mesi dalla conclamazione). Ogni anno i dati statistici riferiscono di 3000 persone morte in Italia a causa dell’esposizione all’amianto, dato che purtroppo è destinato a crescere raggiungendo un picco nel 2015. I dati preoccupanti sono legati anche al fatto che al 69.8% delle persone colpite da malattia amianto-correlata per esposizione diretta o porfessionale si affianca il 30.2% di casi da esposizione ignota.

L’impiego dell’amianto è fuori legge in Italia dal 1992 ma ancora troppi sono i siti in cui l’amianto non è stato smaltito. Per far fronte all’abolizione dell’amianto il 18 marzo 1989, a Casale Monferrato, è stata fondata l’AIEA  con il duplice scopo di abolire l’uso dell’amianto e bonificare le aree pericolose e di sostenere i cittadadini anche sul piano giuridico che sono colpiti da esposizione all’amianto. Qui a Paderno è molto attivo il comitato locale che già con la precedente amministrazione ha avviato una buona collaborazione.

La situazione di Paderno Dugnano, come d’altronde per moltissimi comuni d’Italia, non è delle migliori: al convegno tenutosi il 21 febbraio 2009, organizzato dalla AIEA di Paderno in collaborazione con l’amministrazione comunale, il direttore generale della Sanità della Regione Lombardia ha riportato i dati di un recente telerilevamento che ha individuato ancora 309 strutture con tetti in eternit, ovvero 237 mila metri quadri di territorio ricoperti da amianto (grandi strutture come capannoni industriali anche abbandonati, ma anche molti box, pollai e ricoveri per attrezzi). Il problema della bonifica è sopratutto di natura economica essendo alti i costi che sono tutti a carico del privato: i cittadini proprietari infatti hanno l’obbligo di dichiarare alle Istituzioni competenti la presenza di eternit e amianto eseguire una valutazione del rischio mirata alla scelta del metodo di bonifica più efficace al fine di eliminare o comunque minimizzare la esposizione degli occupanti siano essi lavoratori che cittadini. Il lavoro da fare è quindi molto, legato soprattutto alla continuazione dell’opera di censimento dei siti con amianto e compatto friabile e alla loro bonifica. Le amministrazioni comunali che si sono susseguite hanno dimostrato di essere sensibili al problema istituendo uno sportello informativo presso il Comune attivo dal 2007 (Assessorato all’Ecologia)  (che forse però andrebbe pubblicizzato maggiormente) e procedendo alla bonifica di strutture pubbliche (scuola Gramsci ad es.). Da fare c’è ancora molto però, soprattutto nel cercare di favorire la bonifica dei siti che sono di proprietà privata che difficilmente si possono accollare l’intera spesa.

Il sig. Tempella a margine dell’intervista chi ha chiesto di ringraziare gli addetti agli uffici dell’ASL di Paderno che si sono subito dimostrati attenti e solerti nell’aiutare lui e tutti gli esposti all’amianto nello sbrigare le pratiche per l’esenzione dei ticket per le visite periodiche dovute alla patologia cui hanno diritto per le spese sanitarie.

A tra poco con la video-intervista: vi consigliamo di non perdere una simile testimonianza.

(Fonti: sito della Regione Emilia Romagna, articoli vari di giornali locali, wikipedia.)

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10 Risposte

  1. avatar Silvana Carcano

    02/10/2010, 01:23 pm

    Bravi, bell’iniziativa davvero!

    Approfitto per far notare che da due anni (2 anni!!!) sto chiedendo al comune di intervenire per il tetto in amianto del cinema Manzoni di Palazzolo M.se, 1.200 metri quadri di amianto in centro al paese, attaccato alla scuola elementare e a pochi metri, in linea d’aria, alla materna di via Bolivia.

    Le valutazioni della pericolosità di quel tetto risultano, a detta del comune, di media pericolosità e dunque fino al 2012 nulla si potrà fare. Il cinema è di proprietà della parrocchia di Palazzolo.

    Sarebbe bello poter sottoporre la questione anche all’esperto sig. Tempella, magari da esperto potrà dirci se davvero quella struttura in amianto non è pericolosa per i bambini della scuola e per gli abitanti di Palazzolo.

    Grazie.
    Silvana Carcano

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  2. avatar Pietro Tempella

    02/11/2010, 08:59 am

    Gentile Signora,
    la segnalazione della presenza di coperture in amianto va inoltrata dal proprietario per iscritto a:
    - ASL di competenza
    - Comune di appartenenza
    - ARPA
    E’ compito delle ASL o dei Comuni inviare ai proprietari e amministratori il modulo predisposto che deve essere compilato e restituito alla ASL territoriale.
    Per maggiori delucidazioni il proprietario potrà rivolgersi alla AIEA presente nel nostro comune.
    Pietro Tempella

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  3. avatar C.B.

    02/11/2010, 04:22 pm

    Complimenti, avete toccato un argomento di cui pochi ne parlano e, anche se a conoscenza preferiscono evitare.
    Questi problemi toccano soltanto chi li ha e chi sta intorno (purtroppo fa parte della nostra cultura).
    Sono la moglie di una persona alla quale è stata riconosciuta la malattia professionale, che ha dovuto sopportare autonomamente una trafila tra Ospedali, INAIL, Camera del Lavoro e quant’altro, durata 3-4 anni.
    Quando finalmente è arrivata la diagnosi di “positività” e pertanto il riconoscimento della malattia professionale, la nostra vita, ma soprattutto la sua è cambiata.
    Vi dirò di più, i medici avevano consigliato a me e a mio figlio di sottoporci a nostra volta alle indagini perchè avendo lavato gli indumenti di mio marito con i nostri potevamo aver inalato le famose “fibrille”.
    Abbiamo declinato l’invito, è preferibile non saperlo, anche perchè non c’è nessun rimedio, bisogna solo augurarci che le fibrille rimangano conficcate nei polmoni e non si spostino da lì.
    Mi auguro che chi è in possesso di materiali in amianto prenda sul serio il problema provvedendo al loro smaltimento, ne va della sua salute e non solo… anche di chi sta intorno.
    Grazie
    C.B.

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  4. avatar Silvana Carcano

    02/11/2010, 06:25 pm

    Gent.sig. Petrella, grazie della segnalazione.
    Ho però già fatto quel passaggio, mi spiego meglio.
    La proprietà (sotto richiesta del Comune – o dell’ASL, non saprei) ha fatto fare la valutaizone del livello di pericolosità del tetto. Tale valutazione ha dato risultato medio-basso e la proprietà ha tempo fino al 2012 per decidere cosa fare.
    Le domande di chiarimento io le ho iniziate a chiedere due anni fa…..perchè i miei dubbi riguardano il fatto che mi sembra strano che un tetto in centro al paese e di fianco ad una scuola elementare e ad una materna risulti di pericolosità medio-bassa.
    Ciò che mi chiedo è: dovrei far fare io una seconda valutazione di pericolosità del tetto per capire se è stata fatta bene la prima?
    Io temo che il proprietario (il parroco di palazzolo m.se) non abbia interesse a far niente su quel tetto. Mi risulta infatti che abbia cercato di vendere il cinema a prezzo di mercato, cosa che non è riuscito a fare perchè chi si accolla l’acquisto di un cinema con quel tetto da trattare? qualcuno che riesce a strappare un ottimo prezzo che la curia non ha intenzione di fare.
    E quindi il tetto è lì, sta lì e i bambini?!?!? bo…..secondo lei AIEA potrebbe consigliarmi come procedere? ho seguito anche un intervento di Lorena qui a Paderno ma non ho trovato ulteriori modalità per fare in modo che quel tetto accelerasse il suo percorso di eliminazione.

    Grazie
    Cordialmente
    Silvana

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  5. avatar Pietro Tempella

    02/12/2010, 09:45 am

    Gentile Signora Silvana,
    non conoscendo i risultati della valutazione sull’algoritmo eseguito non posso giudicare se la “pericolosità media-bassa” rispecchia lo stato attuale della copertura.
    A mio parere, le lastre avranno più di 25/30 anni, considerato che la produzione e il commercio delle lastre in eternit è vietata dal 1992.
    Tali lastre sono diventate una fonte di dispersione delle fibre di amianto, causato dagli agenti atmosferici, escursioni termiche, vento, micro fratture che nel giro di pochi anni ne deteriorano la superficie sciogliendo il cemento che fa da legante e rilasciando le invisibili fibrille nell’ambiente, ne basta una ….
    Sono pienamente d’accordo con Lei sul pericolo che corrono i bambini dell’asilo e non solo, anche chi abita nella vicinanze.
    Mi chiedo, ma la popolazione è consapevole di questo pericolo presente in modo massiccio sul nostro territorio?
    Per quanto riguarda la AIEA è l’associazione preposta ad aiutare le persone che se ne vogliono liberare.
    Cordialità
    Pietro Tempella

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  6. avatar Silvana Carcano

    02/12/2010, 01:09 pm

    Grazie sig. Tempella, gentilissimo.
    Ho informato e cercato di sensibilizzare la popolazione locale evidentemente nel modo sbagliato perchè nessuno se ne preoccupa….sarà mia cura ora informare con più clamore e potenza la pericolosità del tetto.
    Mi ha sempre un pò, diciamo, frenato il fatto che se, davvero, tutto è a norma di legge….perchè gridare Attenzione!!! pericolo amianto!!!, tutti potrebbero dire “le istituzioni dicono che non c’è pericolo!”.
    Come primo passo cercherò un tecnico che possa fare una rilevazione ulteriore….spero che non chieda troppo….:-)
    A quel punto, se i risultati mi danno ragione, cercherò di essere più chiara nello spiegare i pericoli all’esposizione.
    Grazie ancora.
    Buon lavoro!
    silvana carcano

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  7. avatar Francesco Rienzo

    02/12/2010, 02:42 pm

    Se si riferisce a noi sig.ra Carcano, mi sembra evidente che, conoscendo i rischi dell’amianto, basti una piccola particella respirata che può portare problemi. E se ascolta il discorso del sig. Tempella, emerge benissimo la trascuratezza delle persone che ignorano ed evitano (non si capisce se volontariamente o meno) questo tema. Attenzione significa questo.

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  8. avatar C.B.

    02/12/2010, 03:11 pm

    Non è vero che le Istituzioni dicono che non c’è pericolo tantè che è in progetto tra pochi mesi il rifacimento del tetto della scuola Gramsci.
    La Giunta precedente nelle persone del Sindaco Massetti e dell’Assessore Grassi erano perfettamente a conoscenza dell’esistenza dell’amianto sopra la Scuola Gramsci ma evidentemente hanno ritenuto indispensabile dare la priorità alla costruzione della mega biblioteca che salvaguardare la salute dei ragazzi che frequentano la scuola, delle signore che vanno in palestra, e dei bambini della scuola di Kung-Fu.
    Non è polemica la mia, è pura constatazione.

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  9. avatar Pietro Tempella

    02/13/2010, 11:50 am

    Voglio precisare che, la precedente giunta ha operato sulla questione dell’amianto sul nostro territorio negli ultimi due,tre anni, stimolata dalla neonata A.I.E.A. (Associazione Italiana Esposti Amianto) e dagli esposti all’amianto del nostro comune.
    Noi esposti non ci siamo trovati d’accordo con le istituzioni (non solo a livello comunale) sulla sensibilizzazione verso i cittadini.
    Si poteva e si può fare molto di più.
    Al convegno sull’amianto (ampiamente pubblicizzato) avvenuto il 21 febbraio dello scorso anno organizzato da A.I.E.A in collaborazione con il comune erano presenti una trentina di persone.
    Mi chiedo dove fosse la restante cittadinanza.
    Sono d’accordo sulla copertura in eternit della scuola Gramsci.
    Mi rifiuto di credere che i genitori degli scolari e chi frequenta la palestra non sappiano del problema, come chi abita nelle vicinanze non abbia mai notato la suddetta copertura.

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