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‘NDRANGHETA NEL NORD MILANO. SINDACI E PREFETTO FIRMANO IL PROTOCOLLO ANTIMAFIA CON IL MINISTRO MARONI. ALPARONE: “NON TEMIAMO DI STARE IN PRIMA LINEA”
Nasce l’osservatorio antimafia dei Comuni del Nord Milano. A proporre l’iniziativa al Prefetto erano stati nel luglio scorso proprio i Sindaci di Paderno Dugnano, Bollate e di Senago, che chiesero di istituire un coordinamento tra le Amministrazioni affinchè i Comuni si adoperassero degli stumenti di collaborazione necessari ad isolare il fenomeno mafioso. La proposta veniva firmata dai Comuni non a caso nel Centro Falcone e Borsellino che aveva ospitato il noto summit dei capi della ‘ndrangheta, a ridosso della maxi operazione di arresto di centinaia di mafiosi in Lombardia.
Il Prefetto di Milano Lombardi si era subito reso favorevole all’iniziativa, tanto che ora arriva la conferma definitiva dell’accordo. Il 7 giugno prossimo, infatti, i Sindaci del Nord Milano sottoscriveranno un protocollo d’intesa con la Prefettura impegnandosi con le altre Amministrazioni “a porre in essere ogni utile azione per garantire la correttezza, la trasparenza, l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa, in modo da prevenire possibili infiltrazioni della criminalità organizzata negli apparati comunaliâ€. Non solo. All’incontro in Prefettura a Milano sarà presente anche il Ministro degli Interni Roberto Maroni, da subito attivatosi per sostenere l’iniziativa lanciata dai Sindaci.
DOPO IL SALTO, LEÂ PAROLEÂ DEL SINDACO ALPARONE
CONSIGLIO COMUNALE, VENERDI’ LA RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE SPECIALE SUL FALCONE E BORSELLINO
E’ convocato per domani, venerdì 29 aprile, alle ore 21 il prossimo Consiglio Comunale, come al solito presso l’aula consiliare di Via Grandi. Tra i tanti temi all’ordine del giorno, sarà in primo piano l’approvazione della relazione finale della Commissione Speciale di inchiesta sulla gestione del centro Falcone e Borsellino. Già qualche giorno fa vi abbiamo esposto le nostre perplessità in merito alle responsabilità dell’ex gestione, che ha condotto alla chiusura del circolo comunale dopo la scoperta del summit di mafia (qui il video mostrato su Rai3 da Saviano).
Qualche mese fa il parlamentino padernese aveva approvato con il voto favorevole di maggioranza e minoranza la prima parte della relazione con il seguente responso: “La gestione operata dall’Associazione [...] non ha rispettato le disposizioni contenute nella Convenzione 25 febbraio 2009″. Vi ricordiamo che è possibile seguire in diretta i lavori del Consiglio, dopo la recente modifica dello Statuto, a questo indirizzo. Recatevi qui dopo le ore 18.30 e potrete ascoltare on air. Ecco l’ordine del giorno della seduta:
- Comunicazioni;
- Interrogazione ed Interpellanza *;
- Esame ed approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario anno 2010;
- Progetto intercomunale “Sportgroane: il sistema integrato nello sport”: approvazione schema di “convenzione tra i comuni Arese, Bollate, Ceriano Laghetto, Garbagnate Milanese, Paderno Dugnano e Senago per il polo Sportgroane, anni 2011, 2012, 2013″ e relativa assunzione di impegno di spesa;
- Relazione finale della Commissione consiliare Speciale di Controllo, conclusiva sul secondo punto dell’ambito dell’indagine di cui alla deliberazione di c.c. N. 54 del 30/09/2010;
- Relazione presentata dalla Commissione consiliare dei Capigruppo ex art. 4, lett. e), del regolamento Commissioni Consiliari.
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CENTRO FALCONE E BORSELLINO, IERI, OGGI, DOMANI. STORIA DI UN PARADOSSO. DOPO IL RIGETTO DEL TAR, BASTA ALLE IPOCRISIE!
E’ di ieri la notizia del rigetto del ricorso presentato al Tar dagli ex gestori del centro Falcone e Borsellino per far annullare la decisione comunale di sciogliere l’associazione che gestiva quel centro, ormai tristemente famoso in tutto il mondo (ecco la delibera di giunta integrale). Una sentenza che speriamo possa mettere la parola fine a questa vicenda, nonché al contrasto tra il Comune e la vecchia gestione, che ormai dura da troppo tempo. Forte è il desiderio di ricominciare e di riaprire il centro, dopo i recenti fatti di ‘ndrangheta che hanno coinvolto la nostra città e che hanno infangato l’onore di tutti noi. Tutti attendono una nuova partenza, che, però, potrà esserci solo quando alcuni personaggi, gli stessi che hanno presentato il ricorso, capiranno che è giunta l’ora di farsi veramente da parte. E ciò, purtroppo, non potrà mai avvenire se questi cittadini non comprenderanno, prima o poi, la gravità e l’orrore di quanto è accaduto.
IL SUMMIT DI MAFIA, LA CENA E LE VETRATE COPERTE
Non è difficile intuire dalle nostre parole una strana fermezza ed un forte sdegno. Un sentimento che ci pervade, perché è davvero giunta l’ora di dire basta alle ipocrisie ed alle bugie. Cercheremo di farvi comprendere i motivi della nostra amarezza ripercorrendo uno alla volta i fatti che hanno portato a questa situazione davvero paradossale. E’ bene ricordarli, perché forse qualcuno li ha dimenticati, o ancor peggio finge di averli scordati. All’indomani del maxi arresto di centinaia di ’ndranghetisti in Lombardia avvenuto nel luglio scorso, sui giornali e le televisioni di tutto il mondo compaiono le riprese di una cena avvenuta il 31 ottobre 2009, effettuate in segreto dalle forze dell’ordine, proprio a Paderno Dugnano e proprio nel centro comunale dedicato a Falcone e Borsellino (qui il video). Un vero e proprio summit di mafia, con tanto di brindisi e cena preparata con pietanze speciali, il tutto prenotato regolarmente quasi fosse un ristorante e con tanto di vetrate coperte: “pensavamo servissero a scrivere frasi di augurio“, dirà qualche ex gestore sui manifesti attaccati ai vetri. Lo scopo della serata è eleggere il capo dei capi delle cosche lombarde, nominato da tutti i boss tra l’allegria e la serenità generale.
L’ARCI SI TIRA FUORI: “NON COMPRENDONO LA GRAVITA’ DI QUANTO E’ ACCADUTO”
L’Amministrazione Comunale non resta con le mani in mano di fronte a un tale sberleffo: sospende per pochi giorni le attività e, dopo aver chiesto ed ottenuto le dimissioni del comitato di gestione, affida il centro, già affiliato Arci, alle omologhe Associazioni Arci di Calderara e Palazzolo con la supervisione di Arci Milano, addirittura nella persona del suo vicepresidente. Passano i mesi, ma non certo i problemi. La nuova gestione provvisoria, decisamente blindata e nominata in extremis per garantire il servizio alle centinaia di anziani presenti, rinuncia a proseguire nelle attività , denunciando una continua pressione ed invasione di campo da parte degli ex vertici dell’associazione. Non solo. Arci decide addirittura di non rinnovare l’affiliazione all’Associazione Falcone e Borsellino. Queste le parole utilizzate nella comunicazione inviata al Comune:
“Non le nascondiamo le difficoltà incontrate nel percorso che avevamo intrapreso: riportare tutto ad una situazione di normalità . Non è stato possibile perché, evidentemente, il gruppo dirigente della passata gestione ha dimostrato di non aver compreso la gravità di quanto è accaduto al Centro Falcone e Borsellino [...]“.
DOPO IL SALTO, L’ORDINANZA DEL GIUDICE E IL CONSIGLIO COMUNALE
FALCONE E BORSELLINO, RESPINTO IL RICORSO DEGLI EX GESTORI CONTRO IL COMUNE. L’AMMINISTRAZIONE: “ORA UNA GESTIONE CHE SAPPIA RIDARE DIGNITA’ AL CENTRO”
Il Tar ha respinto il ricorso presentato da alcuni ex gestori del centro Falcone e Borsellino contro la deliberazione di Giunta che annulla la convenzione della omonima associazione con il Comune. Qualche settimana fa, infatti, i suddetti signori, vertici dell’associazione Falcone e Borsellino ai tempi della cena di ‘ndrangheta, ricorrevano al Tribunale Amministrativo Regionale per la decisione unilaterale del Comune di sciogliere la suddetta associazione con precise motivazioni, facoltà prevista dalla convenzione comunale che dava in gestione il centro. Il Tar, però, risponde picche e dà ragione al Comune. Tra poco, pubblicheremo un articolo in cui ripercorreremo tutte le tappe di questo assurdo scontro.
COMUNICATO STAMPA
Il TAR respinge il ricorso presentato dagli ex gestori del Centro Falcone e Borsellino
Paderno Dugnano (21 aprile 2011). Il TAR della Lombardia ha respinto, con ordinanza cautelare, il ricorso presentato dai signori Pietro Di Bari, Luigi Bisco, Arturo Baldassarre e Moreno Scalabrini, contro la delibera di Giunta che ha decretato l’annullamento della convenzione per la gestione del Centro Falcone e Borsellino e lo scioglimento dell’omonima associazione.
“La decisione del TAR è l’ulteriore dimostrazione che le scelte prese da questa Amministrazione Comunale sono non solo giuste ma anche legittime. Dopo che un’inchiesta della magistratura ha fatto scoprire al mondo intero che a Paderno Dugnano, nelle sale del Centro Falcone e Borsellino e quindi in una struttura di proprietà pubblica, era stato consentito a un gruppo di mafiosi di tenere un summit di ‘ndrangheta, abbiamo tentato di dare la possibilità ai soci della struttura di potersi riscattare con una gestione condivisa con altre associazioni.
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INIZIATIVE LIONS A PADERNO DUGNANO: DOPPIO APPUNTAMENTO SABATO 9 APRILE PER LA LEGALITA’
Vi informiamo che Sabato 9 Aprile, alle ore 15.00, si svolgerà presso il campo di calcio del Centro Sportivo Toti di Paderno Dugnano, un match calcistico che vedrà gareggiare la Nazionale Magistrati da una parte e la Nazionale Leo-Lions dall’altra.
Ospite, il grande Giovanni Trapattoni.
L’evento, organizzato dal Lions Club di Paderno Dugnano, non si limiterà  alla sola partita. Dopo il fischio finale, infatti, l’iniziativa si sposterà nell’auditorium della biblioteca Tilane alle ore 18.00, dove si svolgerà un incontro-dibattito dal titolo “La Mafia in Brianza- problematiche sulle infiltrazioni mafiose in Lombardiaâ€.
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‘NDRANGHETA A PADERNO. IL GIORNALE PARLA ANCORA DELLE INFILTRAZIONI E DEL CENTRO FALCONE E BORSELLINO NELL’EDIZIONE NAZIONALE
L’occhio nazionale si ferma ancora su Paderno Dugnano. E non certo per meriti. Ci segnalano che Il Giornale di oggi dedica un lungo articolo, decisamente pesante, ancora una volta alla nostra città ed alle ormai note infiltrazioni della ‘ndrangheta, proprio nella cronaca nazionale a pagina 10. La cena-evento al centro Falcone e Borsellino è ancora lontana dall’essere dimenticata, rimanendo purtroppo una macchia indelebile sul nome della nostra città . I giornalisti Rocca e Chiocchi, infatti, prendono ad oggetto l’ultima seduta del Consiglio Comunale, nel quale si è votato per la proroga dei termini della Commissione di inchiesta che sta indagando sulle irregolarità del centro. Solo giovedì scorso Paderno 7.0 organizzava un incontro di sensibilizzazione culturale sul problema mafie. Ecco l’articolo:
ORA IL PD VUOLE FERMARE L’INCHIESTA SULLA MAFIA
A Paderno Dugnano i democratici votano contro la proroga della commissione consiliare anti ’ndrangheta. Ma gli va male. Una riunione dei boss si era tenuta un un circolo diretto da un ex consigliere comunale
Luca Rocca
Gian Marco Chiocci
Un voto per fermare l’inchiesta sulla ’ndrangheta. Un voto, quello del Partito democratico del comune di Paderno Dugnano, a due passi da Milano, per dire «no» alla proroga per la Commissione consiliare speciale di controllo, che cerca di far luce sui presunti legami fra la criminalità organizzata calabrese e le istituzioni locali. Un «no», quello del Pd, che è uno schiaffo anche al suo nuovo idolo, Roberto Saviano, che nella puntata di Vieni via con me dedicata alla criminalità e alla Lega ha parlato del circolo «Falcone-Borsellino» di Paderno senza specificare che era diretto dall’ex consigliere comunale del Pd, Arturo Baldassarre, dove i boss locali si riunirono per approvare la nomina dei loro capi. Un «no» inutile perché la proroga per la commissione è passata grazie ai voti del Pdl e del’Idv che con Maurizio Cerioni guida l’organo antimafia.
La storia della locale commissione antimafia voluta dal sindaco Pdl di Paderno, Marco Alparone, ha inizio subito dopo il 13 luglio 2010, quando le sezioni della Dda di Milano e Reggio Calabria, con l’operazione «Infinito», assestano il più duro colpo che la ’ndrangheta calabrese ramificata al Nord abbia mai subìto, con l’arresto di 300 persone. Da quel momento l’attenzione si sposta su Paderno Dugnano, non solo sul consigliere comunale del Pd che guidava il circolo Falcone-Borsellino (ora chiuso per volontà dell’attuale sindaco), non solo sull’ex sindaco, sempre Pd, Gianfranco Massetti, il cui nome, insieme a quello di Baldassarre, spunta nell’ordinanza del gip, ma soprattutto sui «contatti» fra questi e il capobastone di Bollate Vincenzo Mandalari, sfuggito alla cattura il 13 luglio 2010 e poi finito in manette nel gennaio scorso. A pagina 176 dell’ordinanza, infatti, si legge: «Arturo Baldassarre ha messo a disposizione del sodalizio criminoso il centro per anziani “Falcone-Borsellino†dove il 31 ottobre 2009 si è svolto il fondamentale summit di ’ndrangheta durante il quale è stato nominato Pasquale Zappia quale responsabile generale della Lombardia (…). Baldassare può essere considerato un esempio paradigmatico della capacità del sodalizio di infiltrarsi nell’ambito istituzionale».
DOPO IL SALTO, IL RESTO DELL’ARTICOLO A PAGINA 10 DE IL GIORNALE
CATTURATO MANDALARI! SCOVATO IL BOSS CAPOCOSCA DELLA CENA MAFIOSA AL CENTRO FALCONE E BORSELLINO DI PADERNO DUGNANO
“Non pensavo che mi avrestre trovato”
Lo avevano creduto spacciato. Per quel suo vizio di chiacchierare, di raccontare cose che fuori dalle famiglie è meglio non far sapere. Soprattutto quando quelle conversazioni intercettate sono diventate la spina dorsale dell’inchiesta contro la ‘ndrangheta al Nord sfociata in 300 arresti tra Calabria e Brianza. Quelli di «giù», i capicosca della Calabria, non avevano certo gradito tanta loquacità . Ma Vincenzo Mandalari, 50 anni, originario di Guardavalle (Catanzaro), ritenuto il capo del «locale» di ‘ndrangheta di Bollate, sfuggito per un pelo al blitz del 13 luglio, non s’è mai mosso dalla sua Milano. Da «latitante» è stato catturato venerdì sera a San Giuliano Milanese. Lo hanno preso i carabinieri del Gruppo di Monza, gli stessi che per due anni e mezzo lo avevano seguito come un’ombra, piazzando cimici e filmando incontri e summit (come la famosa cena al Circolo Falcone e Borsellino di Paderno Dugnano).
Nelle tasche un migliaio di euro e una carta d’identità rubata. Era nel piazzale della stazione ferroviaria, aspettava la moglie. È stata lei, dopo decine di falsi allarmi, a portare i carabinieri del colonnello Giuseppe Spina fino «all’obiettivo». Gli investigatori hanno riconosciuto la sagoma di quell’omone di quasi due metri, addome prominente e andatura ciondolante. Erano le 18, Mandalari ha mostrato la carta d’identità senza convinzione: «Non pensavo che mi avreste trovato». Sulle sue spalle un ordine di custodia cautelare firmato dal gip Andrea Ghinetti su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia – Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Paolo Storari – per associazione a delinquere di stampo mafioso, usura e turbativa di consultazione elettorale.
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IL SINDACO ALPARONE: “L’ANTIMAFIA DI CASATI? IN RITARDO DI SEI MESI. BEN TORNATO EZIO!”
Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa del Sindaco di Paderno Dugnano, Marco Alparone, in risposta alle dichiarazioni di Ezio Casati, vicepresidente del Consiglio Provinciale.
COMUNICATO STAMPA
Paderno Dugnano (20 gennaio 2011). “Ezio Casati dice cose non vere. Insieme adaltri 28 Sindaci ho sottoscritto un comunicato stampa che conferma la fiducia sulle scelte del presidente Formigoni e della Giunta regionale che ha nominato a capo dell’Asl1 il manager sanitario che è stato giudicato tra i migliori della Lombardia. Noi lo giudicheremo per quello che saprà fare per il bene delle nostre comunità – replica il Sindaco Marco Alparone alla nota del vicepresidente del Consiglio Provinciale Ezio Casati.
Il fatto che figuri nell’ordinanza dell’inchiesta Infinito non è una novità visto che l’indagine risale all’estate scorsa, come per Casati non dovrebbe essere una novità che nella stessa ordinanza compaiano esponenti politici padernesi del Pd. Ho sempre ritenuto e continuo a ribadire che la magistratura debba andare fino in fondo per accertare fatti e responsabilità per il bene della comunità che rappresento e per la dignità stessa delle persone coinvolte. Nessuno escluso.
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R&P. COMUNICATO STAMPA PD SUL CENTRO FALCONE E BORSELLINO IN RISPOSTA AL PDL
Dopo le dichiarazioni del PDL, Riceviamo & Pubblichiamo il Comunicato Stampa del PD padernese, che ha inviato a Paderno 7.0 questo commento riguardo la sospensione del Centro Falcone e Borsellino.
Comunicato Stampa PD di Paderno Dugnano: LegalitÃ
Paderno Dugnano, 10 gennaio 2010.
Il contenuto del comunicato stampa dei coordinatori del PdL di Paderno Dugnano in risposta al nostro comunicato del 31 dicembre, lascia perplessi ed è bene dissipare ogni dubbio.
Non condividiamo le affermazioni fatte, in particolare troviamo sbagliata una delle ultime in cui i due coordinatori affermano che non ci sarà dialogo con il PD (e con la sinistra) finché questi difenderanno la passata gestione del Centro Falcone Borsellino.
Ci sono due errori di fondo in questo ragionamento. Il primo è che dialogo non significa affatto pensarla alla stessa maniera, significa confrontarsi. In Consiglio comunale, ad esempio, il dialogo è ancora possibile pur nella diversità di opinioni ma quando si parla di Legalità e di rapporti con la ‘ndrangheta che è attiva nel nostro territorio da 30 o 40 anni, dove controlla imprese, attività economiche e consensi elettorali, nessuno, anche fuori dalle istituzioni, ha il diritto di tirarsene fuori e nessuno (noi compresi) può credere di non essere a rischio.
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