TELERISCALDAMENTO, COS’E’ E A COSA SERVE. QUESTA SERA LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO COMUNALE
Vi abbiamo parlato nel recente articolo sulla convocazione del consiglio comunale per oggi del punto relativo al teleriscaldamento. Esulando al momento da qualsiasi commento sulla situazione che riguarderebbe Paderno, ci teniamo a fare chiarezza e, come nostro solito, cominciare dai fatti per comprendere meglio questa tipologia di impianto.
Un impianto di teleriscaldamento è un’infrastruttura costituita da una rete di tubazioni coibentate ed interrate, che fornisce acqua calda, surriscaldata o vaporizzata per l’utilizzo a strutture pubbliche o private e che in maniera complementare, grazie al processo di cogenerazione, può produrre anche energia elettrica durante la combustione. L’impianto consiste, dunque, in una centrale termica di produzione che manda acqua calda alle abitazioni, con successivo ritorno alla centrale. Per il funzionamento della centrale termica ci si può avvalere di diversi tipi di combustibili: i gas naturali (metano, propano ecc.), oli compatibili, carbone, gas derivanti da processi diversi (biomasse), rifiuti.
CONTINUA DOPO IL SALTO
La predisposizione ad utilizzare così tanti tipi di combustibili rende questa tipologia di impianto molto versatile, tanto da poter diventare modulare ad un impianto di termovalorizzazione piuttosto che funzionare in maniera autonoma. Per citare due esempi di strutture a noi vicine, Silla 2 (Milano) si avvale di un termovalorizzatore con l’aggiunta di un impianto di teleriscaldamento; Cinisello Balsamo dispone di un impianto di teleriscaldamento con annessa una centrale di cogenerazione funzionante a metano.
La situazione di Paderno, a quanto pare, riguarderebbe esclusivamente l’uso di gas, con una struttura simile a quella di Cinisello per garantire maggiore efficienza e minore dispersione. Detto questo, però, aspettiamo gli sviluppi di questa sera in Consiglio per comprendere meglio i dettagli e le linee guida che verranno predisposti.





Bisognerebbe denunciare alla magistratura certi consiglieri comunisti che provocano allarme tra i cittadini con false notizie.
è stato riferito che il capogruppo Coloretti durante la riunione della commissione finanzia, rivolgendosi all’assessore Tonello abbia dichiarato quanto segue: “con questo progetto sei riuscito ad ottenere in consiglio anche i voti dell’opposizione”.
Durante i consiglio vede quattro cittadini e fa l’ scio uscendo dall’aula. FALSI E VERGOGNOSI COME AL SOLITO
Si ma l’errore è stato anche dell’amministrazione che come ha fatto notare il consigliere Anelli non ha condiviso nella maniera adeguata un progetto così delicato con i quartieri e la cittadinanza. Poi secondo me quello che è successo in consiglio è stata puramente una mossa politica.
Ma cosa avrebbe dovuto condividere? La semplice idea di attuare il teleriscaldamento? Sulla carta non c’era ancora niente, nulla di cui poterne parlare e confrontarsi coi cittadini. Nè un dato, nè una bozza. Si poteva fare solo una conversazione da bar, quella che anelli ha fatto. E’ stata sciupata un’occasione, comportandosi da paese arretrato e provincialotto, con una mentalità chiusa e poco incline al progresso. Che non si dica che l’Amministrazione non abbia ascoltato i cittadini, perché l’ha fatto ancora prima di arrivare alla fase di ascolto e ha già cestinato la sola idea di teleriscaldamento. I signori di via Pepe dovrebbero preoccuparsi del terreno su cui hanno casa e andare a chiedere spiegazioni a chi ha dato il permesso di costruirvi sei anni fa. Visto che se la intendono con Anelli, possono iniziare da lui.
@Gino ma cosa denunci alla magistratura??? Se si fosse fatta più chiarezza sulle intenzione tutto questo non sarebbe successo!L’assessore crede ancora alle favole!!!! L’opposizione fa il suo mestiere!
@Luca la semplice idea di attuare il teleriscaldamento non ha già dietro un rendering ( volantino distribuito dal gruppo di Anelli) su come potrebbe venire a Paderno l’involucro della centrale, qualcosa da dire agli abitanti di via Pepe forse c’era. Sarebbe stata sufficente una “lezione” su cosa è il teleriscaldamento è cosa è la cogenerazione, chiamale chiacchere da Bar, chiamale come vuoi. Quelle chicacchere non fatte che hanno addirittura portato a pensare alcuni abitanti che la cogenerazione sarebbe stata fatta bruciando i rifiuti!!!!!! Mi dispiace ma non cerchiamo di scaricare la colpa sugli abitanti di via Pepe, non sono loro che hanno perso un occasione!!!
La gatta frettolosa fa i figli ciechi!
Sono una residente vicino via Pepe, io non sono contraria a priori al progetto. All’inizio ovviamente si e creato un po di panico perche non sapevamo cos’era, se qualcuno ce lo avesse spiegato prima magari avremmo anche capito. Mi spiace ma quella e casa nostra e avrebbero dovuto per lo meno informarci di quali erano le loro intenzioni. Ci siamo trovati uno dei comunisti che manifestava per primo e che ci diceva che volevano usarlo per i rifiuti!! Che dovevamo fare? Ora posso dirvi che ne vorrei parlare perche ho dei dubbi sui rumori che può fare questa cosa, ma a breve noi dovremmo cambiare le caldaie quindi se qualcuno ci dicesse qualcosa noi eviteremmo di farlo ora.
I soliti comunisti che non sono competenti in materia e vanno a seminare panico e paura tra le gente. Certo, un impianto che brucia rifiuti ce lo saremmo ritrovati al villaggio e il permesso per costruirlo lo ha dato lo stesso comunista che viene a informarvi assieme ai suoi compagni. E’ora di finirla di dare spazi a queste persone, che rappresentano una piccola parte della città!
piccola parte?? forse nel 2009 ma oggi non ci giurerei
@Francesca sono d’accordo con te se già esisteva un progetto.
Sicuramente si sarebbe portato nel quartiere appena veniva realizzato il progetto, ma oggi cosa porti?
quel volantino riporta un qualcosa di una società di Bergamo. Il progetto deve essere realizzato da chi vince il bando con le indicazioni del comune, in quella circostanza si deve interpellare i cittadini del quartiere non in questa fase che non esiste nulla.
forse nella proposta c’è qualcosa che non va visto che il punto in questione è stato ritirato, a causa di ‘indecisioni’ all’interno della maggioranza.
@Gino l’informazione ai cittadini va data prima di deliberare in consiglio comunale e non dopo e il “qualcosa di una società di Bergamo” é il rendering del progetto previsto per Paderno Dugnano, quindi qualcosa di concreto c’è.
Colgo l’occasione per informare i lettori di questo blog che la questione inceneritore al Villaggio Ambrosiano non è ancora conclusa e che il 27 aprile scorso la Regione Lombardia ha chiesto a Paderno Energia nuove integrazioni al progetto presentato. concedendogli tempo sino a settembre per presentarle.
Giorgio smettila di lavorare con la fantasia, il progetto di cui parlate è stato fatto da GM (che voi conoscete bene e gestisce quel mostro rumoroso delle Tilane) e non dal comune. Il progetto da realizzare sarà sviluppato dalla società aggiudicatrice dell’appalto con capitolato e linee guida indicate dall’amministrazione.
Buon giorno a tutti voi e visto che sono il solito comunista incompetente che si diverte a seminare il panico fra i padernesi, per maggiore chiarezza nella discussione voglio riferire il motivo per cui abbiamo volantinato al presidio di via Pepe.
Prima del presidio ci sono stati due passaggi importanti in sede pre-consiliare:
- il primo in commissione territorio
- il secondo nella riunione dei capigruppo
In tutte e due le commissioni, ho fatto la precisa richiesta di togliere dai documenti presenti nell’allegato:
VALUTAZIONE PER LA FATTIBILITA’ DI UN SERVIZIO DI PUBBLICA UTILITA’ MEDIANTE TELERISCALDAMENTO ,
dove nel documento sono presenti le due piantine che evidenziano il posizionamento dell’impianto .
In subordine, visto che la documentazione si voleva presentare così completa, ho chiesto di rinviare il punto all’ordine del giorno, per maggiore approfondimento.
A fronte di quanto sopra, preciso che non abbiamo detto di essere contrari alla coogenerazione, abbiamo detto che quell’area deve essere sistemata a verde e che vengano realizzati i parcheggi necessari.
Sul territorio vi sono aree industriali dismesse che possono, se si vuole, utilizzare allo scopo.
Il vero problema è che nel nostro paese ci si continua a dividere fra guelfi e ghibellini e si ha paura di confrontarsi per poter condividere scelte che non sono solo politiche ma effettivamente strutturali per il nostro futuro che vorremmo fosse più sostenibile.
Saluti Mauro Anelli