UN’ALTRA ESONDAZIONE DEL SEVESO DURANTE IL WEEKEND, INTANTO CONTINUA LA DISCUSSIONE SULLE VASCHE DI LAMINAZIONE

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La voragine di Corso di Porta Romana a Milano (fonte, Corriere Milano)

La voragine di Corso di Porta Romana a Milano (fonte, Corriere Milano)

Le piogge che si sono perpetuate durante la scorsa settimana non hanno fatto altro che ingrossare le acque del fiume Seveso, portandolo nuovamente allo straripamento. L’allarme è scattato alle 7 del mattino di Sabato 26 Luglio quando si è registrata un’altra esondazione, che però è rientrata dopo circa un’ora e quindi con un’entità minore rispetto all’alluvione avvenuta tra la notte dell’8 e 9 Luglio. Non si sono registrati particolari danni a Paderno Dugnano, anche se hanno fatto molto scalpore le immagini della voragine che si è venuta a creare a Milano in Corso di Porta Romana, in pieno centro, profonda circa 12 metri sotto la quale scorre il tratto interrato del Seveso.

A seguito di questo episodio, resta ancora accesa la discussione relativa alle vasche di laminazione, viste dai piani alti istituzionali come la soluzione più adatta per porre fine al pericolo delle esondazioni. Il Comune di Senago, primo fra tutti ad opporsi al progetto sin dalle sue origini, durante la serata del 23 Luglio ha indetto un’assemblea pubblica concernente questo tema, per la quale vi rimandiamo a questo link per prendere visione.

«La sola vasca di laminazione non è in grado di mettere in sicurezza Milano e i fenomeni delle esondazioni», così introduce la serata il Sindaco di Senago Lucio Fois che ha voluto precisare che «il no alle vasche non significa no alla salvaguardia di Milano», ribadendo il fatto che non vi è da parte di Senago un atteggiamento NIMBY (Not In My Backyard), cioè “vietato costruire nel mio cortile”, anche perché sono state presentate proposte alternative «basate su dati oggettivi». Queste proposte riguardano: l’adeguamento della portata del Canale Scolmatore di Nord Ovest nel tratto di Senago che riesce a garantire il transito più scorrevole verso il deviatore dell’Olona; la previsione di una vasca di laminazione direttamente sul fiume Seveso, senza avere il CSNO come canale d’adduzione; il recupero delle aree che permettano il drenaggio delle acque in modo tale da favorire uno smaltimento delle acque.

Ricordiamo che la vasca di laminazione prevista a Senago dovrebbe essere posta in un’area verde al confine con Bollate e sarà ampia come «20 campi da calcio», per un volume d’invaso pari a 1 milione di mc. Opera che è stata inserita su richiesta della Regione al Governo come prioritaria per l’Expo del 2015, dal costo di circa 30 milioni di euro: 10 stanziati dal Pirellone e i restanti 20 dal Comune di Milano. Per quanto riguarda la realizzazione delle altre tre vasche, di cui una prevista anche a Paderno, il costo complessivo ammonta a 80 milioni di euro che dovrebbero provenire interamente dal Governo, tramite un fondo apposito sul dissesto idrogeologico.

 

3 Risposte

  1. avatar Massimo

    07/29/2014, 11:37 am

    Ciao, apparentemente la voragine di Porta Romana non ha nulla a che vedere con il Seveso ma con i lavori non terminati del parcheggio sotterraneo del palazzo di recente costruzione davanti al quale si è aperta. Non sei il solo ad aver erroneamente associato il Seveso alla voragine ;-) Massimo

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  2. avatar Lodovico Pescinato

    07/29/2014, 01:33 pm

    Mi scuso per l’errore, anche se inizialmente si pensava che la causa fosse associata al Seveso :-)
    Intanto questa notte si è registrata un’altra esondazione: la terza in tre settimane; questa volta però, sono stati effettuati maggiori controlli.

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