VIA SANT’AMBROGIO E L’ECOLOGIA: QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

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22119305_10214291664715442_1311813679_nTornando al caso del taglio dei tigli di Via Sant’Ambrogio, avevo premesso il carattere tecnico delle mie considerazioni riguardo alla questione. Premessa che mi tocca ribadire, dal momento in cui leggo altrove di aver acceso “il megafonino comunale della destra in appoggio alla giunta” e, addirittura, di essermi «ispirato probabilmente da una musa che siede nel Palazzo Comunale». Ebbene, la mia “musa ispiratrice” non sono altro che le competenze tecniche che ho acquisito, e sto acquisendo, in anni di studio che riguardano l’analisi, la pianificazione e la progettazione del territorio nelle più svariate scale.
Ritengo pertanto, superficiali i giudizi sopra riportatati. Giudizi dettati, a mio avviso, da valutazioni di carattere politico/ideologico, anziché tecnico.

Ribadisco che, soluzioni alternative si potevano certamente attuare, ed erano state proposte, ma la volontà popolare (almeno per quanto concerne i residenti) ha indirizzato verso la scelta più drastica.

Rammento che la disciplina dell’Architettura del Paesaggio, di fronte a ostacoli e criticità oggettive, sia estetiche che funzionali, prevede la rimozione di specie vegetali, ovviamente a costo ripiantumazioni successive, ma non pone come dogma il mantenimento a priori di specie, ad eccezione di vincoli e norme ben regolate. Preciso inoltre, che non sta scritto da nessuna parte che nelle opere di compensazione il rapporto della sostituzione sia 1:1, in quanto non vi è un numero definito.

Detto ciò, in casi come questo, spesso si tende a confondere l’EcologiaScienza che studia l’ambiente naturale e le condizioni d’esistenza degli esseri viventi e le interazioni di ogni sorta che esistono tra essi ed il loro ambiente – con l’ambientalismo, ovvero un concetto ideologico rappresentato da movimenti sociali che operano per la difesa ed il miglioramento dell’ambiente e per lo sviluppo sostenibile. Ebbene, si tratta di due definizioni apparentemente simili, ma completamente diverse nella sostanza.

A conclusione di ciò, ricordiamoci il principio, secondo la tradizione anglosassone, che: “planning is a learning process”.

 

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