VOLTI D’ITALIA 2.0, SALVO D’ACQUISTO. “IL VOSTRO BRIGADIERE E’ MORTO DA EROE. IMPASSIBILE ANCHE DI FRONTE ALLA MORTE”

, , 1 Commento

Salvo D'Aquisto, ritratto di Davide Delizi per Paderno 7.0 On AirEccoci giunti al secondo appuntamento di Volti d’Italia con i personaggi del nostro centocinquantenario, scelti per l’occasione da Paderno 7.0. Come al solito, ogni protagonista sarà accompagnato da un ritratto originale dalla mano di un giovane artista padernese, Davide Delizi, in esclusiva per Paderno 7. Dopo Massimo D’Azeglio, quest’oggi coglieremo l’occasione per celebrare non solo il personaggio scelto, ma insieme anche il corpo che egli rappresenta. I riflettori di questa settimana sono puntati su un grande eroe italiano: il brigadiere Salvo D’Acquisto (Napoli 1920 Torreimpietra 1943), quindi tutta l’arma dei carabinieri.

BREVE STORIA DELL’ARMA

Il corpo dei Carabinieri, che il brigadiere Salvo ha onorato fino all’estremo sacrificio, nasce dalla volontà di Vittorio Emanuele I re di Sardegna di creare per il Piemonte un corpo militare con funzioni di pubblica sicurezza, sul modello francese della “gendarmerie”. Così nel giugno del 1814, nasce il Corpo Reale dei Carabinieri, che prendeva il nome dall’arma data in dotazione ai suoi membri, la “carabina” appunto: il compito iniziale affidato ai Carabinieri fu quello di svolgere funzioni di polizia. Ma a partire dall’anno successivo per la precisione il 6 luglio 1815 durante la battaglia di Grenoble, i carabinieri furono impiegati con successo (il battesimo del fuoco n.d.r.), dalla coalizione austro-sarda direttamente in una situazione di guerra sul campo di battaglia come corpo di cavalleria. Estrapoliamo un resoconto da i diari del Generale De La Tour: “Maggiori di ogni elogio sono il valore, l’intrepidezza e la maestria, con cui si distinsero nell’attacco di Grenoble le truppe e i picchetti di cavalleria e dei Carabinieri Reali comandati dal Sottotenente Cavalier Cavassola”. D’allora in avanti, l’arma dei carabinieri, oltre a mantenere i compiti di pubblica sicurezza nel nostro paese, è stata impiegata, è lo è tuttora, in un gran numero di azioni e battaglie: a partire dal risorgimento, attraverso le due guerre mondiali, per approdare alle “recenti missioni” in Iraq ed Afganistan.

L’INCIDENTE CON LE S.S.

Ed è su un episodio avvenuto durante la seconda guerra mondiale che quest’oggi ci vogliamo soffermare: il 22 settembre 1943 durante un’ispezione delle SS a delle casse di munizioni abbandonate, in località Torre di Palidoro vicino a Roma, ci fu una violenta esplosione. Due nazisti morirono, mentre altri rimasero feriti. L’episodio, quasi certamente riconducibile ad un errore umano da parte delle SS, fu imputato però dal loro comandante ad ignoti attentatori del luogo. Il gerarca si rivolse alla stazione dei Carabinieri di Terreimpietra per indagare su i colpevoli del gesto, minacciando altrimenti rappresaglie sulla popolazione. Data l’assenza del maresciallo in carica, la responsabilità della caserma al momento del fatto era stata affidata ad un giovane appuntato campano, uscito solo qualche mese prima dalla scuola sottufficiali, ma gia con un esperienza di guerra alle spalle.

DOPO IL SALTO, IL SACRIFICIO DI SALVO

PROFILO DI UN EROE.

Il vice brigadiere Salvo D’acquisto si era arruolato nell’arma nel ’39 all’età di 19 anni, per poi partire come volontario in Libia, una volta terminato l’addestramento. Negli anni del conflitto mondiale, scoppiato pochi mesi dopo il suo arrivo a Tripoli, rimase ferito in battaglia ad una gamba e durante la convalescenza contrasse la malaria. Rimpatriato nel ’42, frequentò la scuola Sottufficiali a Roma, quindi destinato al termine del corso presso la caserma dei Carabinieri di Torrimpietra. 
Le solerti indagini effettuate da Salvo per quello specifico caso portarono all’unica conclusione che la detonazione avvenuta ai danni delle SS poteva essere stata solo il frutto di un loro errore nel maneggiare gli armamenti. Ma il responso non fu accettato dal comandante nazista, che fece scattare immediatamente la rappresaglia sui civili, forte anche dell’ordinanza del federmaresciallo Kesserling datata qualche giorno prima. Il 23 settembre 1943 ci fu un rastrellamento di 22 persone compreso D’Acquisto, colpevole a loro dire di mentire sui responsabili del gesto, quindi tutti processati sommariamente sulla pubblica piazza. Malgrado le ingiurie e le violenze fisiche subite, il brigadiere, come testimoniarono i sopravissuti, non perse mai fermezza e dignità.

L’ESTREMO SACRIFICIO

Terminato il processo farsa, il manipolo dei malcapitati munito di vanghe fu portato letteralmente a ‘scavarsi la fossa’. Ma qui avvenne qualcosa d’ inaspettato. Improvvisamente, dopo un breve colloquio del brigadiere con i nazisti, tutti i condannati a morte tranne lui vennero prontamente rilasciati. Includiamo la testimonianza di uno dei rastrellati, Angelo Amadio che dichiarò:  

“All’ultimo momento, però, contro ogni nostra aspettativa, fummo tutti rilasciati eccetto il vicebrigadiere D’Acquisto…. Ci eravamo già rassegnati al nostro destino, quando il sottufficiale parlamentò con un ufficiale tedesco a mezzo dell’interprete. Cosa disse il D’Acquisto all’ufficiale in parola non c’è dato di conoscere. Sta di fatto che dopo poco fummo tutti rilasciati: io fui l’ultimo ad allontanarmi da detta località”.

Il brigadiere Salvo D’acquisto si autoaccusò dell’attentato per ottenere l’immediata liberazione degli altri sfortunati. Amadio, creduto carabiniere, anch’egli aggiunse che durante la fuga, prima che le raffiche dei mitra finissero l’eroico carabiniere, distinse con chiarezza il grido “Viva l’Italia“. Il giorno seguente, riferiscono i testimoni, i tedeschi colpiti dall’eroico comportamente del militare affermarono:

Il vostro Brigadiere è morto da eroe. Impassibile anche di fronte alla morte.

E nel nostro tempo, fatto di grande viltà e forti contraddizioni, di fronte a un così alto senso del dovere, non possiamo che segnare in maniera indelebile a chiare lettere nella memoria, le gesta di questo vero grande eroe italiano ed il sacrificio speso per la sua patria.
Viva Salvo D’Acquisto, Viva l’Arma dei Carabinieri, Viva l’Italia!

— Vuoi conoscere e vedere gli altri ritratti di “Volti d’Italia“? Clikka qui oppure sulla categoria omonima, che puoi trovare alla fine di ogni articolo correlato oppure nella barra a destra —

 

Una Risposta

Lascia un Commento

(*) Obbligatorio, il tuo indirizzo Email non viene mostrato

Immagine CAPTCHA
*