VOLTI D’ITALIA 3.0, VIRGINIA OLDOINI, LA CONTESSA DI CASTIGLIONE. “NACQUI NELL’ISTANTE IN CUI UNA STELLA CADENTE PASSAVA SULLA MIA CULLA”

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Virginia Oldoini, ritratto di Davide Delizi per Paderno 7.0 On Air
Dopo Massimo D’Azeglio e Salvo D’Acquisto, per il terzo appuntamento con i protagonisti del centocinquantenario tributeremo un doveroso omaggio alle dame rirorgimentali: se tanto hanno dato gli uomini alla causa italiana, le donne di quegli anni non sono state sicuramente da meno. Come al solito, ogni protagonista scelto da Paderno 7.0 sarà accompagnato da un ritratto originale dalla mano di un giovane artista padernese, Davide Delizi, in esclusiva per “Volti d’Italia“.

  UN TRIBUTO ALLE PATRIOTE

Purtroppo la loro visibilità e le loro azioni sono state “offuscate” da una società prettamente maschilista, che etternò certamente i nomi dei grandi protagonisti “uomini”, ma in prima battuta non offrì il giusto tributo all’impegno patriottico femminile. Ma gli studiosi e la storia stessa hanno pensato a rimediare almeno in parte a questa grave mancanza. Le grandi dame ottocentesche Anita Garibaldi, Cristina Trivulzi di Belgioioso, Bianca De Simoni Rebizzo, Antonietta De Pace, Enrichetta Caracciolo o la giornalista naturalizzata italiana Jessie White Mario, come molte altre, hanno legato i loro nomi in maniera indissolubile al Risorgimento Italiano. Ma la nostra scelta, non vorremmo sembrare supeficiali, è ricaduta più che su una dama, su una ”diva” del Risorgimento. La contessa di Castiglione (al secolo marchesa Virginia Elisabetta Luisa Carlotta Antonietta Teresa Maria Oldoini; Firenze 1837-Parigi 1899), o “l’unica” come da molti venne ribattezzata, univa alla magnificienza dell’aspetto, una grande scaltrezza e capacità diplomatiche, anche se molti storici non la considerino prettamente una fervente patriota. 

LA NASCITA DI UN MITO 

Vi sembrerà strano, ma c’è stato un tempo oramai lontano nel quale le mamme premurose, per consolare le figliolette da qualche lacrimuccia, promettevano: “Da grande sarai bella come la contessa di Castiglione!”, e questo bastava per fare sparire le lacrime e ritornare il sorriso. Considerata per un lungo periodo la donna più bella d’Europa, ho memoria di storie di famiglia che la riguardavano: racconti di come i miei “avi” fiorentini si unissero alla folla accalcata sul lungarno Archibusieri per posare anche un solo sguardo sull’immensa bellezza di una dodicenne marchesina Virginia Oldoini a passeggio. Ambiziosa, smaliziata e intraprendente, sposò diciasettenne il conte Francesco Verasis Asinari di Castiglione Tinella, cugino di Cavour: unione che le aprì le porte della corte Sabauda.

VITA DA STAR

Al tempo in cui non esistevano TV, sfilate o talk show, ma corti di regine e salotti d’intellettuali, erano le sontuose feste da ballo quindi le grandi kermesse del regno che decretavano “le più belle del reame”. Ed è a questi grandi eventi che la nobildonna fiorentina, che univa alla superba bellezza un’estrema passione per la mondanità, soverchiò tutte le antagoniste, conquistando l’ammirazione di politici, patrioti e regnanti di tutta Europa, quindi le invidie di molte e potenti dame. Sebbene non possedesse una grande cultura, era intelligente ed acuta quindi sapeva sfruttare al meglio il proprio fascino. Amava essere corteggiata e celebrata, ma diciamocelo non era una santa, tanto che gli vengono attribuite diverse “relazioni extraconiugali“, molte delle quali realmente avvenute.

DOPO IL SALTO, LA RELAZIONE EXTRACONIUGALE CON L’IMPERATORE

LA QUESTIONE NAPOLEONE III

Tutte queste innate “doti” suscitarono l’interesse dello stesso Cavour, il quale la utilizzò abilmente per le sue trame spingendola fino alla corte dell’Imperatore Napoleone III. Il regnante, conosciuto dalla contessa durante la gioventù fiorentina, non tardò molto a cedere al fascino fatale della nobildonna, tanto che nel giro di poco ne fece la sua amante ufficiale. Durante questo lasso, la contessa non mancò di tessere intrecci e trame di corte, contribuendo decisivamente al matrimonio tra Clotilde di Savoia, primogenita di Vittorio Emanuele II con il cugino dell’Imperatore di Francia. Quindi i “frutti” di questa relazione fedifraga generarono sì  l’odio dell’Imperatrice Eugenia (che sembra addirittura attentò alla vita dei due amanti), ma favorirono in maniera decisiva l’accordo Sardo-Francese, quindi il trattato segreto di Plombiers.

IL CAMMINO VERSO IL TRAMONTO

Ma come la bellezza cominciò a sfiorire, si affievolì lentamente anche sua baldanza: la separazione dal marito, che morì prematuramente poco tempo dopo, decretò l’inizio della fine dello sfarzoso “lifestyle” della contessa. La relazione con l’imperatore dopo l’armistizio di Villafranca si affievolì fino a terminare verso la metà del’60.  Vittorio Emanuele e lo stesso Cavour ad unificazione d’Italia avvenuta, malgrado i suoi “meriti” sul campo non si dimostrarono molto generosi nei suoi riguardi. Gli anni successivi della contessa furono caratterizzati da numerosi spostamenti tra Italia e Francia. Fortemente depressa e amareggiate per la “vecchiaia” che incombeva e la bellezza che continuava a sfiorire, si trasferì definitivamente a Parigi, dove morì nel ’99 sulla soglia della povertà.

IL MITO CHE NON MUORE

Questa volta la nostra scelta è ricaduta non a caso sulla Contessa di Castiglione, più che per il ruolo più o meno importante che ha rivestito sullo scacchiere risorgimentale, quanto per la sua triste vicenda umana, non dissimile a quella di molte importanti nobildonne quindi a grandi attrici del nostro tempo. La storia di Virginia Odoini arriva sì da lontano, ma  per i tratti salienti ci appare più attuale che mai. La bellezza, la passione, il potere, la politica, le grandi ricchezze, il tradimento, l’inganno s’ intersecano in un continuo giuoco di luce ed ombra: tutto questo immerso tra i retroscena più segreti e trasgressivi che hanno caratterizzato una parte del nostro Risorgimento. Una storia vera che non vuole essere un tributo alla “statua di carne“,  piuttosto un monumento alla bellezza ed alla passione che c’invitano a riflettere sui vizi, le virtù e le debolezze dei potenti di ogni tempo.

MEMORIE DI UNA DIVA

Vorremmo concludere con uno scritto della Contessa di Castiglione nel quale descriveva le proprie origini: un saggio onde mantecava in un alone di mistero la sua controversa figura. Ciò ci dimostra ancor di più di come fosse dotata di un carattere bizzarro, ma originale ed unico, una femmina  irresistibile agli occhi di qualunque “maschio” del tempo:

“Nacqui nell’istante in cui una stella cadente, passava sulla mia culla, correva l’anno 1843, non 1840 e non fù il mio antico villaggio a sentire i miei vagiti,ma un altro villaggio, poichè il segreto avvolge la mia nascita: non so bene dove sia nata e da chi sia nata”

Viva la Contessa di Castiglione, Viva l’Italia !

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2 Risposte

  1. avatar Francesco Bruscolini

    03/31/2011, 08:58 pm

    Paderno7 consiglia: a seguito dell’articolo, visto l’interessamento di numerose lettrici che ci hanno contattato, proponiamo un utile testo che ripercorre in maniera minuziosa, la vita e le “gesta” della mitica contessa. Il libro realizzato dallo storico Arrigo Petacco è reperibile nelle migliori librerie , il titolo è: < < L' amante dell'imperatore. Amori, intrighi e segreti della contessa >>. Un saggio fedele ed autorevole, su tutto quel frangente Risorgimentale che difficilmente si trova negli ordinari libri di testo. Lo consiglio vivamente a chi fosse interessato ad ulteriori approfondimenti sul personaggio. Il costo si aggira intorno agli 8 euro.

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