VOLTI D’ITALIA 5.0, NUNZIO FILOGAMO. “MIEI CARI AMICI VICINI E LONTANI, BUONASERA OVUNQUE VOI SIATE”

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Nunzio Filogamo, ritratto di Davide Delizi per Paderno 7.0 On AirContinuiamo la celebrazione del 150° Unità d’Italia con i nostri “Volti d’Italia“. Questo giovedì è il turno dello spettacolo: dopo avervi parlato di personaggi che hanno fatto la storia italiana con le guerre, gli amori e la politica, passeremo alla televisione. Vi parleremo di colui che è stato uno dei precursori radiotelevisivi, anzi il pioniere della conduzione intrattenitiva italiana: un personaggio che non tutti conoscono, ma che in verità è stato il primo vero conduttore moderno. Come sempre, ogni protagonista scelto da Paderno 7.0 sarà accompagnato da un ritratto originale dalla mano di un giovane artista padernese, Davide Delizi, in esclusiva per “Volti d’Italia“.

LA NASCITA DELLA TELEVISIONE IN ITALIA

La televisione italiana ha indubbiamente ricoperto un ruolo cruciale nella nostra società a partire dal 3 gennaio 1954, l’anno della prima trasmissione, portando a poco a poco nelle case di tutti gli italiani la possibilità di “vedere” quindi partecipare in maniera diretta ai principali eventi del paese. Questa rivoluzione ha consentito di spaziare, durante il corso della sua diffusione, dal ruolo informativo e d’intrattenimento fino a farla diventare un mezzo ”drogante” della società in generale, sia dal punto di vista culturale e sociale che da quello politico.

L’ARRIVO DI NUNZIO FILOGAMO ALLA EIAR

Ma che cosa otterrei chiedendo ad un mio coetaneo chi fosse Nunzio Filogamo? Come risposta, probabilmente, non riceverei in molti casi, che un prolungato silenzio d’imbarazzo. Sicuramente non otterei la stessa reazione chiedendo di Mike Buongiorno, Corrado, piuttosto che di Enzo Tortora. Ma, questo è il bello, Nunzio Filogamo viene ancor prima di loro. Prima di Sky o di Mediaset, prima addirittura della RAI. Sì perche quando il trentaduenne avvocato Filogamo entrò nello ‘”show-business“, che allora era rappresentato dalla radio, dal teatro e dalla rivista, la RAI non era ancora stata inventata. O meglio, esisteva la sua antenata, al tempo chiamata EIAR, Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, nata dalla fusione della Radiofono di Guglielmo Marconi e la SIRAC. La EIAR nasceva, come molti ricorderanno dai libri di storia, come ente pubblico fascista ed operava in regime di monopolio. Filogamo ci arrivò quasi per caso: fu contattato dal regista Riccardo Mombelli per l’interpretazione di Aramis, nella prima rivista radiofonica mai andata in onda, ossia ” i 4 moschettieri”.

L’INIZIO DEL SUCCESSO

Filogamo riuscì a rappresentare talmente bene il personaggio, che il programma ottenne un grandissimo successo e nell’ultimo anno ne curò addirittura la regia. Una piccola curiosità a questo punto: la trasmissione era legata ad un concorso indetto dalla Perugina, che consisteva nella collezione di figurine di personaggi famosi. La più ricercata di queste, “Il feroce Saladino”, raggiunse una rarità tale che le banche dell’epoca si videro costrette a quotarla quasi come un titolo azionario.
Ma torniamo al talentuoso Filogamo: la sua bravura nella recitazione nasceva anche dall’ottima scuola teatrale frequentata. Sì perche Nunzio, sottraendo del tempo alla professione legale, si dedicava già alla recitazione, esibendosi in diverse compagnie teatrali tra le quali quella delle sorelle Gramatica e di Ruggero Ruggeri.

DOPO IL SALTO, LA RADIO ED IL PRIMO FESTIVAL DI SANREMO

GLI ANNI DELLA RADIO

Durante la sua permanenza alla radio Filogamo non si limitò solo alla rivista, ma incise anche diverse canzonette riscuotendo un discreto successo. Partecipò anche ad un paio di film, ottenendo un buon risultato al botteghino. Ma purtroppo al rifiuto nel ’42 di recarsi al fianco delle truppe tedesche in Germania, la radio lo scaricò e l’artista rimase disoccupato per qualche tempo. Con l’arrivo degli alleati, invece, la buona stella di Filogamo cominciò a risplendere: venne ingaggiato dagli americani per la conduzione di diversi spettacoli in una “Roma città aperta”.  E al termine di questo filone, Nunzio tornò alla EIAR dove partecipò a diverse comparsate in vari programmi del primo dopoguerra. Quindi nel ’51 accettò la conduzione di un nuovo contest musicale, realizzato sulla riviera ligure.

IL PRIMO SANREMO

Ebbene sì, il concorso musicale in questione era proprio il Festival di Sanremo, in diretta come oggi dall’omonima località. Al tempo lo show si svolgeva nel salone delle feste all’interno del casinò. Il concorso rispetto a quello attuale pareva più un piano bar che uno spettacolo in piena regola: non c’era il teatro con la platea e la galleria, bensì un “palchetto” davanti ad alcuni tavolini con una settantina di persone, con camerieri intenti a servire bevande agli spettatori. Sanremo nasce, quindi, come programma radiofonico con un palinsesto quasi cucito addosso al conduttore Filogamo, il quale a partire dalla seconda serata della prima edizione aprirà il festival con quello che è diventato il suo cavallo di battaglia:

“Miei cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate”.

Nunzio presenterà le prime 4 edizioni. Ma con l’avvento della televisione le cose cambiano…

NON E’ BELLO CIO’ CHE E’ BELLO…

Nunzio Filogamo, malgrado la sua bravura, non presentava quei tratti che lo rendevano agli occhi dei dirigenti RAI un presentatore ”telegenico“; per questo la prima edizione televisiva fu affidata ad Armando Pizzo e Maria Teresa Ruta (zia dell’omonima conduttrice dei nostri giorni). Oltre alla prestanza, l’allontanamento dal festival fu dovuto anche a delle insistenti voci sull’omosessualità del conduttore, che nel giro di breve tornò a rifugiarsi nella radio. Nel ’57, però, riuscì ad avere la sua rivincita: dietro una pressante richiesta dei suoi fan, Nunzio sbarcò alla conduzione del festival televisivo affiancato dalla bellissima Marisa Allasio: in un paio di cameo di questa edizione troviamo anche una giovanissima Nicoletta Orsomando, che successivamente diventerà l’annunciatrice più “longeva” della televisione italiana.

UNA CARRIERA INFINITA 

La grande capacità di Filogamo è stata quella di sapersi artisticamente reinventare ad ogni arresto di carriera. Infatti, dopo i successi con il “Cantagiro” e “Un disco per l’estate” degli anni ’60, a cui seguirono anche un paio di suoi film sul tema, il poliedrico conduttore finì nel dimenticatoio di “mamma RAI”. Ma a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, Nunzio, ormai settantenne, visse una seconda giovinezza professionale sulle neonate emittenti private dove condusse “Domenica Amica”. Durante gli anni ottanta lo ritroviamo ospite di qualche programma RAI e Fininvest, ma ormai troppo anziano per reggere i ritmi televisivi decide di ritirarsi in una casa di riposo.

LA STORICA GAFFE A SANREMO SULLA SUA MORTE

Il silenzio a seguito del suo ritiro dalle scene induce molti colleghi ad ipotizzare una sua scomparsa, tanto che nel 1997 assistiamo ad una storica “gaffe” di Pippo Baudo che durante il Festival di Sanremo annuncia la morte di Filogamo. Nemmeno la contestazione di Mike Bongiorno ferma il Pippo nazionale, che arriva a tacciare Mike di essersi incappato in una delle sue solite bufale. Forse una delle poche volte in cui la bufala non era riconducibile al mitico Mike, tanto che Pippo venne contattato telefonicamente dall’anziano Filogamo per rassicurare sul suo ottimo stato di salute. Morì, per davvero, 5 anni dopo nel 2002 alla veneranda età di 100 anni.

LA NOSTRA SCELTA

Anche questo personaggio, che unisce quasi quattro generazioni di tele-radioascoltatori, calza perfettamente tra i nostri “Volti d’Italia“, che vuole ricordare quei personaggi che hanno rappresentato nel migliore dei modi un’aspetto della nostra italianità. La simpatia, la perseveranza, l’umiltà, la capicità di reinventarsi, sono tratti salienti che hanno caratterizzato e caratterizzano molti personaggi che, come lui, hanno cavalcato l’onda dello “show business“. Un esempio, rispetto ai conduttori che l’hanno succeduto, di simpatia, etica ed eleganza a cui dovrebbero guardare coloro che fanno la televisione, quella vera
W Nunzio Filogamo W l’Italia

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Una Risposta

  1. avatar pierino favrin

    04/14/2011, 12:28 pm

    Questi ritratti di personaggi del nostro recente passato,sono così piacevoli e interessanti che inducono a complimentarsi con l’autore.
    Bravi,
    aspetto con ansia il prossimo
    pierino favrin

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