VOLTI D’ITALIA 7.0, GUGLIELMO MARCONI. “TOCCANDO UN TASTO HA PRODOTTO L’ACCENSIONE DI 2000 LAMPADE ELETTRICHE”

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Guglielmo Marconi ritratto di Davide Delizi per Paderno 7 on AirE’ il turno di celebrazione degli uomini di scienza di questi 150 anni di Unità d’Italia. L’uomo che, dopo Leonardo e Galileo, è stato ed è uno dei simboli indiscussi del nostro ingegno in campo scentifico, Guglielmo Marconi (Bologna 1874; Roma 1937), il padre della radiocomunicazione. Come sempre, ogni protagonista scelto da Paderno 7.0 sarà accompagnato da un ritratto originale dalla mano di un giovane artista padernese, Davide Delizi, in esclusiva per “Volti d’Italia“.

LE PRIME SCOPERTE: IL RILEVATORE DI TEMPORALI

Figlio di secondo letto di Giuseppe Marconi, noto propietario terriero del bolognese, e dell’ irlandese Annie Jameson, Guglielmo Marconi dimostrò fin da giovanissimo una buona attitudine alle scienze. I primi approcci al mondo scentifico, nonchè le prime sperimentazioni, cominciano appunto in quegli anni all’interno della tenuta di famiglia, supportato e incoraggiato anche e sopratutto dal fido maggiordomo di famiglia, il mitico Mignani. Dopo qualche annetto di sperimentazioni, Guglielmo Marconi si cimentò in quello che poi diverrà il progetto che darà la svolta significativa alla sua vita di uomo di scienza.
Nel 1894 riuscì nell’impresa di realizzare uno dei primi  precursori della comunicazione a distanza: il rivelatore di temporali. Azionato dai tuoni prodotti dai fulmini, la grande innovazione di questo marchingegno, stava nell’azionamento del campanello di segnalazione che avvertiva dell’arrivo della burrasca, mediante onde radio quindi senza l’ausilio di fili elettrici. Tutto questo attivato da un “sensore“  posto in un’altra ala della propietà di famiglia. Dopo aver mostrato con successo i propri risultati ai genitori, il padre senza fare grandi domande accettò di buon grado di finanziare i futuri progetti di questo geniale figlio. Di lì a poco Guglielmo Marconi, forte del successo della sua prima invenzione, si prefissò di migliorare i sistemi comunicativi dell’epoca, grazie all’aiuto della tecnologia che stava alla base del suo primo progetto. L’idea iniziale fu quella di perferzionare il telegrafo, ma successivamente di concepire un vero e proprio nuovo mezzo di comunicazione: la radio.

L’INVENZIONE DELLA RADIO

Ancora ad oggi esiste una diatriba tra USA, Russia, Inghilterra ed Italia: a chi va il merito della paternità del progetto radiofonico? Ed effettivamente negli anni in cui Marconi ci stava lavorando sopra, altri famosi ed altrettanto valenti scienziati, quali Tesla, Hertz, Edison, Popov stavano facendo lo stesso. E’ però indiscutibile, a scanso delle molte affermazioni, che la prima presentazione di licenza (cito testualmente la dicitura del fascicolo relativo al brevetto n°5028: “Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati“)  fu inoltrata da Guglielmo Marconi il 5 marzo 1896 in quel di Londra, in netto anticipo rispetto agli altri contendenti. Infatti, visto lo scarso interessamento del governo Italiano dell’epoca al progetto, Marconi, che venne personalmente tacciato dagli organi suddetti d’insania, si vide costretto a recarsi in Gran Bretagna. Qui il suo progetto ottenne l’assenzo di molti personaggi influenti del mondo industriale e politico anglosassone cosicchè, crescendo di credibilità, Marconi ricevettè ingenti finanziamenti destinati a sviluppare la sua invenzione.

DOPO IL SALTO, IL SUCCESSO

IL GRANDE SUCCESSO

Marconi, che oltre all’acuto ingegno possedeva le qualità del buon venditore, si mise in prima persona a promuovere la propria creatura, realizzando sulla pubblica piazza vere e proprie dimostrazioni del funzionamento della propria invenzione. Munito di antenna e ricevente si misurò in diverse performance, molte in concomitanza di eventi sportivi, dove la vera protagonista era la “radiocomunicazione“. All’interno di queste dimostrazioni, grazie all’ausilio del suo apparato, riusciva a comunicare in tempo reale i risultati delle regate sul Tamigi direttamente al giornale con cui collaborava. Quindi, senza l’ausilio di cablaggio, riusciva ad accendere e spegnere delle lampade a distanza.
Queste dimostrazioni pubbliche di fisica applicata, che all’epoca venivano colte quasi come un “trucco“, catalizzarono talmente l’attenzione del pubblico al punto che l’immaginario collettivo si cominciò a sbizzarrire su quelle che sarebbero potute essere le future applicazioni di questa nuova tecnologia. Nel giro di poco Guglielmo Marconi fu contattato direttamente da Buckingam Palace per realizzare alcune dimostrazioni presso la corte d’Inghilterra, che gli affidò il compito di costruire la prima grande antenna d’Europa.
Era l’inizio di un successo planetario: nel 1897 Marconi fonda la Marconi Wireless Telegraph Company che contava una cinquantina di dipendenti, quindi nell’anno successivo effettuò la prima trasmissione ”wireless“ sul mare per tranquillizzare la regina sullo stato di salute di Edoardo VII, convalescente in un’isola irlandese per una ferita riportata ad una gamba. A giugno dello stesso anno il segnale radio superò la manica e, due anni più tardi, attivò la prima trasmissione transoceanica. Da quel momento in avanti, ogni Stato moderno si attiverà per acquisire questa nuova rivoluzionaria tecnologia.

RICORDO DI UN MITO DAL DIARIO DI UN BIMBO

Talmente tanti sono stati in quegli anni i traguardi e i successi del nostro Marconi nel campo delle onde radio, che servirebbero svariate pagine  di questo blog, quindi autorevoli fisici per andarle a spiegare e descrivere tutte. Possiamo tranquillamente affermare che Internet stesso, anche se indirettamente, è un pò un figlio suo. C’è, però, un qualcosa che mi ha molto colpito, scartabellando tra i cimeli di famiglia. Un diario scolastico del quale ho voluto riportarvi un significativo passaggio. Un’istantanea su quest’uomo, vista dagli occhi di un bimbo di nove anni dell’epoca, che descrive uno dei numerosi esperimenti che Guglielmo Marconi realizzò in quei tempi. Datato 30 marzo 1930, il diario numerato con il N°110 recita quanto segue:

“ Il mio babbo mi ha raccontato che Guglielmo Marconi giovedì scorso a Genova ha fatto un grande esperimento. Toccando un tasto ha prodotto l’accensione di 2000 lampade elettriche del palazzo municipale di Sidney (Australia) e nello stesso tempo con un apparecchio radiofonico ha parlato con il presidente dell’esposizione di quella città che si trova a 26 mila chilometri di distanza ai nostri antipodi. Questo esperimento del genio italiano è stato ammirato e acclamato in tutto il mondo. Io, essendo piccolo, non posso ancora capire bene questo esperimento, che mi sembra un miracolo, ma il babbo mi ha spiegato che è dovuto alle onde hersiane che trasmettono corrente elettrica. Chi sa quali altre scoperte riuscirà a fare questo grande italiano!

Viva Guglielmo Marconi Viva l’Italia

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