VOLTI D’ITALIA 9.0, SANDRA MONDAINI E RAIMONDO VIANELLO. “DOVESSI RICOMINCIARE, FAREI ESATTAMENTE TUTTO QUELLO CHE HO FATTO. TUTTO. MI RISPOSEREI ANCHE. CON UN’ALTRA, NATURALMENTE”

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Sandra e Raimondo ritratto di Davide Delizi per Paderno 7 on airEccoci alla penultima settimana dei nostri “Volti d’Italia“, l’appuntamento di Paderno 7 che celebra il 150° Unità d’Italia ricordando gli italiani che sono rimasti nel nostro cuore. Quest’oggi parleremo di nuovo di spettacolo, ma con l’occhio rivolto ai sentimenti: celebreremo due personaggi del mondo della televisione, e non solo, non tanto per le loro doti artistiche, quanto per l’esempio di coppia cinquantenaria rimasta nel cuore di tutti noi. Un sodalizio di spettacolo e d’amore dall’Italia post-bellica sino ai giorni nostri: Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.
Come sempre, ogni protagonista scelto da Paderno 7.0 sarà accompagnato da un ritratto originale dalla mano di un giovane artista padernese, Davide Delizi, in esclusiva per “Volti d’Italia“.

DUE STORIE DIVERSE

Il matrimonio della coppia più celebre dello spettacolo è targato 1962: Sandra e Raimondo si conobbero quattro anni prima e da subito diedero inizio a quel sodalizio artistico che li vedrà collaborare per oltre mezzo secolo in moltissimi show di successo. In quella che sarebbe divenuta “La prima volta” , i due recitarono fianco a fianco nella celebre parodia teatrale dell’opera pucciniana “Sayonara Butterfly”. Tra i protagonisti dello spettacolo assieme a Sandra e Raimondo, troviamo un altro mitico mattatore della commedia nazionale: il grande Gino Bramieri. Ma le storie che li hanno visti diventare parte della stessa metà sono del tutto diverse.

MODELLA PER NECESSITA’

Sandra nasce a Milano agli inizi degli anni trenta in una modesta famiglia. Poco più che neonata, Sandra ebbe il suo primo exploit artistico grazie alla campagna pubblicitaria statale anti TBC, che la vide come testimonial per più edizioni dietro pressioni del padre, il pittore ed umorista Giacinto Mondaini. Ma durante la guerra la situazione economica della famiglia precipitò: Sandra poco più che quattordicenne si vide costretta a procacciarsi un impiego per sopperire ai bisogni familiari. Ebbe la fortuna di trovare un posto come modella presso una rivista dell’epoca, Mani di fata, a cui seguì nel periodo successivo una campagna pubblicitaria per il noto marchio di cappelli “Borsalino”. Nel 1949 avviene il suo debutto nel mondo dello spettacolo, al fianco di Franca Rame, nella commedia teatrale “ghe pensi mi” di Marcello Marchesi.

UFFICIALE E GENTILUOMO

Raimondo ebbe un’estrazione totalmente diversa: quartogenito dell’ammiraglio Guido Vianello e della marchesa Virginia Accorretti, nacque a Roma, ma visse la sua giovinezza tra Pola e la Dalmazia in virtù degli spostamenti relativi agli importanti incarichi militari affidati al padre. Si laureò in giurisprudenza, ma non esercitò mai la professione legale e poco più che ventenne si arrulò come ufficiale dei bersaglieri, nella neonata repubblica sociale. Catturato dagli alleati passò un periodo di detenzione nel campo di Coltano, “al fianco” di quelli che poi sarebbero diventati personaggi noti ed illustri come Ezra Pound, Walter Chiari o Dario Fò insieme a tanti altri, nonché quello che diverrà l’amico e collega inseparabile: Ugo Tognazzi. Terminata la guerra, dopo una breve parentesi nel mondo del calcio che lo vedrà sia in veste dirigente che di giocatore, Raimondo si cominciò a dedicare totalmente allo spettacolo accanto all’amico Tognazzi.

DOPO IL SALTO, “CASA VIANELLO”

UN SUCCESSO IN TUTTI I CAMPI

Dopo una decina d’anni di esperienze individuali, Sandra e Raimondo si incontrano nello spettacolo che poc’anzi abbiamo menzionato. Da quel momento in avanti, tutta la carriera della coppia sarà costellata di grandi successi, che premiarono il loro talento in ognuno dei campi in cui decisero di cimentarsi. Tra gli anni sessanta e settanta realizzarono decine di film, show e commedie televisive, spettacoli teatrali e programmi radiofonici. Nel 1978 nel varietà legato alla lotteria di capodanno, quasi per scherzo, Sandra darà vita al personaggio di sbirulino, che da subito conquisterà tutto il pubblico dei più piccoli, divenendo assieme a Topo Gigio uno dei personaggi per bambini più celebri della storia della tv. Nel 1982, quasi contemporaneamente a Mike Bongiorno, Sandra e Raimondo saranno tra i primi grandi nomi a traslocare da mamma RAI alla neonata Fininvest. Parteciperanno come conduttori ed autori a numerosi programmi e spettacoli; Raimondo poi, interista sfegatato e rimasto legato indissolubilmente al mondo del calcio, condurrà per un paio di stagioni il programma sportivo Pressing e sino al 2006 sarà ospite ed opinionista fisso del programma Pressing Champion’s League accanto a De Luca. Ma è il 1988 l’anno della nascita del programma che, più di ogni altro, enfatizzerà le “spigolature” divertenti della loro unione: Casa Vianello.

CASA VIANELLO

La situation commedy più longeva della storia della tv italiana, con 343 episodi e 19 anni di programmazione all’attivo, racconta la “strana” vita matrimoniale della celebre coppia. I due, recitando nei panni di loro stessi, si cimentano in divertenti e verosimili gag basate sulla vita di tutti i giorni. Nell’immaginario collettivo, quando si ripensa a Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, la prima cosa che viene in mente è il celebre tormentone in camera da letto, quella scena che puntalmente segnava il termine di ogni puntata. Alla fine degli accadimenti della giornata, accanto ad un Raimondo plombe intento a leggere la gazzetta, una Sandra scocciata e “stufa della sua vita piatta, piatta vita”, dopo aver recitato la celebre battuta “che noia che barba, che barba che noia” si appresta a coricarsi, senza prima però aver scalciato varie volte da sotto le coperte, a mo’ di karateka, davanti allo sguardo attonito e rassegnato del marito. E sarà nel 2008 con uno spin-off della fortunatissima serie, “Crociera Vianello”, che i due daranno il loro addio alla televisione: si spegneranno entrambi due anni dopo, nel 2010, a poco più che 4 mesi di distanza. Nel cuore di tutti è rimasto il grido di Sandra durante il funerale del marito, una scena così dolorosa che il pubblico mai avrebbe immaginato di vedere, dopo i tanti siparietti e le tante divertenti “litigate” che li avevano contraddistinti in scena.

LE UNIONI OGGI

Sandra e Raimondo, oltre a rappresentare un duo comico che per oltre un cinquantennio ha divertito grandi e piccini sia in tv che al cinema, impersonano un immenso tributo all’unione coniugale. Malgrado non abbiano avuto figli, il loro legame è rimasto immutato ed indissolubile per più di 50 anni. Il loro riuscito connubio è un modello a cui molte coppie moderne dovrebbero ispirarsi, tanto più che ai giorni nostri, di fronte ai primi accenni di problemi o difficoltà, pittosto che affrontarli magari in maniera dolorosa, molte coppie preferiscono ricorrere sempre e più spesso alla separazione o al divorzio. La loro unione, professionale ed umana, rappresenta un monumento all’amore e all’efficienza che ci auguriamo possa diventare un esempio emblematico d’ispirazione per molte neocoppie, vogliose d’intraprendere un cammino basato su una ambiziosa visione in comune.

Viva Sandra e Raimondo, Viva l’Italia!

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